Tutti scarcerati con una decisione a sorpresa del gip Vincenzo Brancato che, a conclusione degli interrogatori di convalida, ha disposto l’immediata rimessione in libertà per i cinque presunti rapinatori arrestati dai carabinieri della Compagnia di Maglie

nella tarda serata di giovedì scorso: si tratta di Alexander Ballarino, 21enne di Noha, Davide Polimeno, 23enne di Cutrofiano, Andrea Giannuzzo, 25enne di Cutrofiano, Alessandro Cianci, 22enne di Sogliano Cavour e Ugo Donno, 23enne di Corigliano d’Otranto. Mattinata convulsa e con un epilogo inatteso per i cinque giovani, considerati al momento del loro arresto, i presunti componenti di una giovane ghenga specializzata in asslati armati ai danni degli esercizi commerciali nella zona di Maglie. Così come hanno ricostruito l’intera vicenda i carabinieri, i fatti sarebbero andati più o meno così. Martedì notte viene compiuto il furto di una Fiat Uno verde a Muro Leccese, (modello di auto segnalato nelle scorribande dell’ultimo periodo), successivamente ritrovata a Corigliano d’Otranto. A quel punto i militari si sono appostati nei paraggi attendendo che si facesse vivo qualcuno per recuperare l’auto. La pazienza dei carabinieri è stata premiata poco dopo quando, nelle immediate vicinanze, sono arrivate due macchine: una Fiat Stlo Station Wagon, dove avevano preso posto Ugo Donno e Alexander Ballarino e un’Audi A3 di colore scuro su cui viaggiavano Andrea Giannuzzo, alla guida, Alessandro Cianci e Davide Polimeno. Dopo aver parcheggiato la Fiat Stilo, è seguito un veloce scambio di passeggeri, poi sia l’Audi A3 che la Fiat Uno si sono rimesse in moto. La Fiat è stata fermata poco dopo. Sono stati bloccati Ballarino e Polimeno dopo un veloce inseguimento. Ballarino aveva in tasca un grosso cacciavite e un paio di guanti, mentre Polimeno custodiva un paio di guanti ed un passamontagna. il resto della banda, invece, è stato intercettato a Sogliano Cavour. Nel corso degli interrogatori di questa mattina, però, i cinque giovani hanno escluso categoricamente un loro coinvolgimento nella preparazione di assalti armati. Ugo Donno, già arrestato nell’ambito dell’operazione “Coriolano”, dinanzi al gip Brancato,  ha riferito di non avere nulla a che vedere con la rapina, di essersi trovato lì per caso perché gli avevano dato un passaggio per rientrare a casa quando è salito nella Audi A3 che l’avrebbe riaccompagnato. Giannuzzo, invece, ha riferito di aver dato solo un passaggio a Polimeno. Quest’ultimo ha ammesso la ricettazione  dell’auto ma ha escluso categoricamente di aver organizzato i preparativi di una rapina perché aveva recuperato la macchina per smontarla e vendere i pezzi. Il giudice ha rimesso in libertà Giannuzzo mentre a Polimeno è stato disposto il solo obbligo di firma così come per Ugo Donno per il quale il gip non ha convalidato l’arresto rigettando la richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere avanzata dal pubblico ministero, così come per Cianci. Per Ballarino, invece, è stato disposto il solo obbligo di firma. Quest’ultimo, nel corso dell’interrogatorio, ha rilasciato spontanee dichiarazioni messe a verbale dal giudice che saranno approfondite ulteriormente. Ma come ha motivato il gip la scarcerazione dei cinque ragazzi? In sede di udienza, l’avvocato Elio Maggio, uno dei legali dei giovani insieme a Simona Mancini e Michelangelo Gorgoni, ha dimostrato come nelle vicinanze della macchina rubata sorgesse più di un’attività commerciale e siccome la rapina è un reato contro il patrimonio e deve essere identificata la persona offesa in questo caso non era possibile accertare con esattezza dove i giovani potessero compiere la rapina. Si è trattato in definitiva, per il giudice, di atti preparatori e non di atti idonei diretti in modo inequivoco per cui i cinque ragazzi non si possono ritenere punibili e sono stati scarcerati.

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