Presunte violenze sessuali andate avanti per anni su una donna affetta da disagio psichico. Oltre dodici anni di carcere sono stati inflitti a due coniugi di Castrì.

Gli abusi sarebbero stati commessi da un 35enne, con la complicità della moglie (sorella della vittima) che non avrebbe fatto nulla per evitare che accadesse.

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a 7 anni e 2 mesi lui e a 5 anni lei, andando oltre le richieste avanzate dall’accusa, rappresentata in giudizio dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci.

Un terzo imputato, fratello del 35enne, è stato invece assolto, per non aver commesso il fatto. Rispondeva di un episodio di violenza nei confronti della donna.

Le indagini sono state avviate dopo che una zia della vittima ha raccolto le confessioni di quest’ultima.

Il cognato, secondo l’accusa, avrebbe intrattenuto con la donna una sorta di relazione andata avanti dal 2004 e fino al 2009.

Gli imputati sono stati condannati a pagare un risarcimento danni di 150mila euro in favore della vittima. Altri 10mila euro di risarcimento dovranno essere pagati al fratello di quest’ultima, che sarebbe stato oggetto di maltrattamenti da parte della coppia.

 

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