2013 3 29 mannaÈ stato condannato a quattro anni di reclusione l’ex latitante e rapinatore seriale, oggi collaboratore di giustizia, Giuseppe Manna, 47enne di San Cesario, che per finanziarsi la latitanza mise a segno una serie di rapine in banca tra il Salento ed il nord Italia.

L’uomo è stato condannato, mercoledì mattina, al termine del processo con rito abbreviato, per una rapina consumata ai danni della “Monte dei Paschi di Siena” Guidizzolo, in provincia di Mantova, il 4 febbraio 2011, che gli fruttò 18mila euro.

In quell’occasione, Giuseppe Manna entrò nella filiale a volto scoperto e, senza esibire armi, minacciò verbalmente le impiegate. Dopodiché scavalcò il bancone e racimolò i contanti.

Manna, alla vigilia di Natale del 2010, era evaso dal penitenziario di Taranto (dove avrebbe dovuto espiare la pena fino al 2017) insieme al suo ex compagno di cella Alessandro Verardi, 33enne di Merine, anch’esso poi divenuto collaboratore di giustizia. I due avevano ricevuto un permesso premio, per trascorrere le festività natalizie con le loro famiglie, e sarebbero dovuti rientrare in carcere il 27 dicembre. Ma preferirono rendersi uccel di bosco, facendo perdere le loro tracce.

Durante la latitanza, terminata il 2 marzo del 2011, quando Manna fu arrestato a San Cesario dalla Squadra Mobile di Lecce, il 47enne avrebbe messo a segno diverse rapine anche in provincia di Lecce.

Le dichiarazioni di Manna e Verardi, che fu anche coinvolto in prima persona, consentirono ai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Lecce di smantellare – con l’operazione “Augusta” – un’organizzazione mafiosa, dedita al traffico di sostanze stupefacenti e alle estorsioni: la “nuova” Sacra Corona Unita, come venne definita dagli investigatori.

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