Giudiziaria_tribunale cas (5)

Travolto da una trave metallica subì l’amputazione di tre dita della mano destra. Per quell’infortunio sul lavoro in cui rimase ferito l’operaio Giordano Marsano, 50enne di Matino, sono finiti sotto processo Franco Errico, 53 anni di Novoli, quale legale rappresentante della ditta “Leadri srl” di Sternatia e Mauro Fasiello, 41 anni di Strudà frazione di Vernole, quest’ultimo nel ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione della Leadri. Il pubblico ministero Paola Guglielmi ha disposto il decreto di citazione a giudizio nei confronti dei due esponenti dell’azienda. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 20 maggio dinanzi al giudice del Tribunale di Galatina. L’infortunio risale al 3 novembre del 2010. L’operaio, adibito alla mansione di autista di camion, stava eseguendo dei lavori di pulizia dell’impianto di conglomerati bituminosi e procedeva in retromarcia. Nel compiere tale manovra la parte anteriore della cabina sarebbe rimasta incastrata sotto la traversa in metallo posta a sostegno della struttura dell’impianto. L’operaio, a quel punto, sarebbe salito sulla cabina a avrebbe mosso la trave per sbloccarla ma la sbarra si sarebbe staccata cadendo su Marsano. Immediatamente l’uomo venne soccorso dai suoi stessi colleghi e accompagnato in ospedale dove i medici accertarono lo schiacciamento della mano sinistra e dovettero amputare tre dita dell’arto destro. Le indagini prontamente avviate dagli ispettori dello Spesal consentirono al magistrato inquirente di aprire un fascolo ipotizzando nei confronti dei due odierni imputati le accuse di lesioni personali colpose e omessa previsione del rischio all’interno del Documento di Valutazione. Secondo quanto sostiene l’accusa, per dirla con la prosa del pm, “l’uno in qualità di datore di lavoro della ditta Leadri srl, il secondo responsabile del servizio di prevenzione e protezione della suddetta società, per negligenza, imprudenza e imperizia, ed inosservanza sulle norme in prevenzione degli infortuni sul lavoro, avrebbero provocato a Marsano varie lesioni”. La ditta, in sostanza, per l’impianto accusatorio tutto da dimostrare in sede dibattimentale, avrebbe omesso nel Documento di Valutazione Rischi, di valutare i pericoli connessi alla fase di pulizia dell’impianto di produzione di conglomerato bituminoso e per questo il pm ha disposto un prolungamento della vicenda in un’aula di Tribunale. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Stefania Melissano e Marcello Marcuccia. L’operaio, invece si è costituito parte civile con gli avvocati Fabio Ruberto ed Emanuele Caputo. Al momento il quantum della richiesta risarcitoria non è stato quantificato.

 

F.O.

 

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