L’impressione che si ha, sentendo i commenti sul Lecce, è che la partita con il Trapani rappresenterà il “punto di svolta”, la “pietra miliare” o addirittura “la madre di tutte le partite”. Sarà proprio così? Ho dei ragionevoli dubbi…

Una partita, un campionato. Se fosse vero potremmo smettere di giocare questo campionato e prepararci subito al prossimo, sia esso di Lega Pro o di serie B. Personalmente non ritengo sia così anche se devo ammettere che la partita con il Trapani assume una valenza particolare; particolare perché il Trapani si è ritagliato uno spazio da unico “competitor” e perché, al momento ma solo al momento, risulterebbe essere una delle squadre più in forma della categoria. Ha un buon organico, è ben guidato, pratica un gioco redditizio, gioca fin oltre il 90^ (sono tanti i punti conquistati nei finali di partita) e rappresenta, quindi, un ostacolo serio e molto probante. Ma chi può assicurare che non possa avere qualche piccolo cedimento, qualche calo fisico dovuto alla prossima primavera o qualche scivolone dovuto anche ad un calo di tensione?
Perché questa premessa? Per esorcizzare questa “condicio sine qua non” per cui se il Lecce dovesse diciamo “toppare” sarebbe tutto finito. Ed allora ,ecco qualche raffronto: il Lecce dovrà disputare altri 9 incontri di cui 5 in casa e 4 fuori casa, il Trapani lo stesso numero però 4 in casa e 5 fuori casa e questo vorrà pur dire qualcosa oppure no? In casa il Lecce avrà Trapani, Lumezzane, Pavia, Feralpi e Carpi mentre fuori se la vedrà con Portogruaro, Reggiana, Sudtirol, Albinoleffe, mentre il Trapani avrà in casa Portogruaro, Como, Pavia, Reggiana, ed andrà invece a far visita a Lecce, Tritium, Sudtirol, San Marino, Albinoleffe; mi sembra, pertanto che le difficoltà si equivalgano e conterà molto la tenuta.
Questa arida serie di numeri e squadre vuole soltanto determinare il convincimento che non sarà Trapani l’asticella che il Lecce dovrà superare ma se vi è una squadra che dovrà, per forza di cose, avere una “pressione” maggiore per l’avvenimento, questa sarà solo ed esclusivamente il Trapani. La partita giocata dal Lecce a Chiavari, lascia l’amaro in bocca per il mancato successo che sarebbe stato giustificato dalla grande pressione esercitata per tutta la partita, ma ci convince anche per via di una ritrovata coesione all’interno dello spogliatoio e delle valide pedine in grado di sostituire un grande numero di assenti, non che gli assenti siano assolutamente essenziali ma, certamente la loro disponibilità consentirà al tecnico scelte più appropriate e sicure.
Non posso sottacere che ancor oggi il miglior cannoniere del Lecce risulta essere a Foti, assente da tantissimo tempo.  Il suo recupero pieno, in questa fase decisiva della stagione, farebbe fare al Lecce un salto di qualità notevole. Non c’è controprova ma di certo mi sento di affermare che con Foti al posto di Jeda il Lecce avrebbe vinto potendo sfruttare anche i cross provenienti da Chiricò e Falco. Ritrovare un laterale sinistro al posto di Tomi, al momento assolutamente insufficiente, può rappresentare un’arma vincente così come lo è il miglioramento sul piano dinamico di Martinez.
Come si può arguire, la partita con il Trapani va affrontata con intelligenza ed attenzione difensiva; sarà bene premere per non lasciarci schiacciare ma sarà anche importante ricordarci di stare compatti e decisi dietro; è il Trapani che ha bisogno del risultato non certo il Lecce cui vanno bene due risultati su tre. Sarà anche importante il sostegno che il pubblico saprà dare nella circostanza ed anche sarà importante togliere dalla mente dei calciatori che questa partita sarà la decisiva; sarà invece importante lasciarli giocare tranquilli, giocare corretti, non raccogliere le sicure provocazioni che in match di questo tipo ci sono sempre da parte dei più smaliziati e sarà importante giocare a sostegno di coloro che hanno maggiori qualità ma non tanta vigoria fisica. Sono fiducioso perché il Lecce non deluderà.