filanto-casaranoIn merito alla vicenda del sequestro dello stabilimento Iris Sud del cluster Filanto, la Cgil esprime massima fiducia nei confronti della magistratura e nel lavoro che sta conducendo. Non possiamo tuttavia esimerci dal manifestare forte preoccupazione per le gravi ricadute sociali e occupazionali che rischiano di ripercuotersi su un territorio già devastato, come il Sud Salento, dove, nell’ultimo decennio, sono stati persi migliaia di posti di lavoro.

Nutriamo seri timori sul rischio che all’azienda possa essere negato anche l’accesso agli ammortizzatori sociali, come avvenuto in passato per altri casi nel nostro territorio. Si delineerebbe una situazione gravissima, a danno della parte più debole, con costi altissimi per i lavoratori e le loro famiglie che, contando anche tutto l’indotto, non sarebbero meno di duecento, tra cui alte professionalità del settore.

Essendo quella della Iris Sud una produzione a ciclo continuo, in cui il blocco dell’80 percento dei macchinari compromette l’attività di tutti i reparti, con conseguenze molto pesanti e che rischiano di protrarsi nel tempo, soprattutto alla luce del fatto che, proprio in questi giorni, era stata impostata la lavorazione della nuova collezione per la stagione autunno-inverno.

Facciamo pertanto appello alle Istituzioni affinché siano ricercate tutte le soluzioni possibili per riprendere la produzione e consentire ai lavoratori di non pagare direttamente un prezzo altissimo per fatti su cui non hanno alcuna responsabilità.

In queste ore, inoltre, abbiamo letto molti messaggi pubblici di supporto ai lavoratori, invitiamo tuttavia a moderare alcune esternazioni che sembrano prive di ogni senso di responsabilità e rispetto nei confronti di lavoratori e del dramma che stanno vivendo.

 

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