Al via, nel poligono di Torre Veneri, le attività di campionamento disposte dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, che ha aperto un fascicolo di indagine in cui ipotizza, al momento contro ignoti, l’accusa di attività di gestione illecita di rifiuti.

Sul posto è intervenuta una squadra di tre sommozzatori dell’Arma dei Carabinieri, proveniente da Bari, che ha effettuato le prime immersioni nello specchio d’acqua lungo la fascia costiera, per verificare lo stato del fondale e repertare eventuale materiale balistico. Il personale dell’Arpa Puglia e i tecnici dell’Ispra hanno prelevato campioni di terra e residui nelle aree in cui l’Esercito Italiano continua a svolgere esercitazioni a fuoco.

Gli accertamenti sono stati eseguiti alla presenza dei carabinieri del Noe di Lecce, alla guida del maggiore Nicola Candido, accompagnati dai consulenti tecnici nominati dalla Procura: il dottor Mauro Sanna e il professor Antonio Susanna. Entrambi gli esperti hanno il compito di accertare innanzitutto l’eventuale presenza di uranio impoverito nel poligono, l’intero stato dei luoghi, stabilire se siano state effettuate tutte le necessarie attività di bonifica e valutare le eventuali conseguenze delle esercitazioni che ancora si svolgono nel poligono.

 

Christian Petrelli