Salvatore Giannetto, Guglielmo Loy, Aldo Pugliese
Salvatore Giannetto, Guglielmo Loy, Aldo Pugliese
Salvatore Giannetto, Guglielmo Loy, Aldo Pugliese

Un tavolo di controllo per monitorare costantemente la crisi e studiare interventi nei confronti delle aziende e dei lavoratori: questa la proposta emersa nel corso del consiglio confederale territoriale del sindacato Uil Lecce, che si è svolto questa mattina nell’hotel Leone di Messapia.
Disoccupazione, economia sommersa, desertificazione industriale del territorio salentino, a partire dal comparto Tac, ma anche le proposte per la crescita emerse dal recente confronto tra sindacati e Confindustria Lecce: questi i temi al centro dell’incontro, i cui lavori sono stati presieduti dal segretario confederale nazionale della Uil, Guglielmo Loy, e dal segretario generale di Puglia e Bari Aldo Pugliese.

Due le priorità per il governo che verrà, secondo Loy: “Punto primo: occorre fare uno sforzo maggiore per cercare di non aumentare la pressione fiscale, perché il basso consumo alimenta ulteriormente la crisi. Secondo, bisogna spendere bene i soldi che ci sono. Ora più che mai serve una sana e buona amministrazione, tenendo conto che difficilmente arriveranno i miliardi nei prossimi anni. Con un buon governo, è possibile recuperare risorse per dare sostegno alle piccole imprese e far ripartire i consumi, ma bisogna far presto”.

Secondo Aldo Pugliese, “la crisi in Puglia sta colpendo ogni tipo di settore da quello del tessile al metalmeccanico, dalle aziende del settore chimico a quello edile e dell’agroalimentare, senza esclusione di colpi dalle piccole alle grandi imprese, per questo occorre immediatamente rendere accessibili gli interventi a favore dei lavoratori e delle imprese, per ricercare soluzioni per la rapida cantierizzazione di tutte le opere possibili da parte degli enti locali e dei grandi centri di spesa”.

Allarmante anche il quadro economico provinciale tracciato dal segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto, secondo il quale non c’è settore dell’economia locale che non sia in affanno. “Il Salento è a rischio desertificazione del vecchio apparato manifatturiero – ha sottolineato – dopo che il comparto tessile e calzaturiero, spina dorsale dell’economia salentina, è stato stritolato. L’emoraggia di posti di lavoro nel Tac, negli ultimi dieci anni, ha raggiunto la soglia dei 12 mila posti in meno. Piove sul bagnato, poi, per il gruppo Filanto dopo la notizia della presunta truffa ai danni di Regione e Inps. In attesa che la magistratura faccia chiarezza, l’auspicio è che a pagare il prezzo più alto non siano i lavoratori: un centinaio quelli della Iris Sud, unica impresa ancora in vita, il cui futuro è ora in bilico”.
Di fronte a una situazione così drammatica, secondo Giannetto “è urgente salvaguardare le aziende in affanno, puntando su un manifatturiero di qualità, e al contempo aprendo lo sguardo verso settori innovativi quali la meccatronica, meccanica fine, la biomedica, l’agroindustria”. Da qui la proposta: “Serve un tavolo permanente provinciale – ha concluso – non solo per monitorare costantemente la crisi, ma anche per lavorare ad un’impresa comune, rivolta all’attività economica, all’identità culturale e alla coesione sociale”.

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