DSC_0166A dieci anni dalla scomparsa, Roma omaggia Alberto Sordi con una mostra interamente dedicata al celebre artista attraverso un itinerario di immagini, oggetti e documenti inediti che ripercorrono le principali tappe della carriera dell’attore, valorizzando il particolare legame che il “romano de Roma” intratteneva con i luoghi e la popolazione dell’Urbe. La mostra, ospitata presso la sala Zanardelli del Vittoriano fino al 31 marzo, è stata organizzata da Gloria Satta, Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia che hanno scelto di suddividere in due sezioni il materiale proveniente dalla casa, dallo studio e dagli archivi privati. La prima parte, dedicata ai 56 film girati a Roma e ai grandi protagonisti interpretati da Sordi, include una ricca collezione di fotogrammi, bozze, sceneggiature e oggetti di scena, che fin da subito proiettano il pubblico sui set cinematografici di Cinecittà. All’ingresso della mostra, due abiti indossati dall’attore nel film “Il marchese del Grillo” sembrano accennare un lieve inchino che dà il benvenuto al visitatore preparandolo ad affrontare il ricco repertorio di maschere che Sordi interpretò durante l’Italia del fascismo, della guerra e del boom economico. Colpisce, in particolare, la scelta di inaugurare la carrellata dei ruoli impersonati da Albertone, con le immagini tratte dal film “Nestore, l’ultima corsa” in cui Sordi incarna i panni di un vecchio vetturino che attraversa Roma con la sua “botticella” in compagnia del suo fedele cavallo, cercando in tutti i modi di sfuggire al tragico destino che li attende: il pensionamento per uno e il macello per l’altro. Una corsa simbolica per le strade della città che anticipa uno stile di vita, sottostante tutta l’esposizione, all’insegna dell’ironia, dell’intraprendenza professionale e dell’amore sviscerato per Roma. La seconda parte della rassegna è dedicata, invece, ai principali momenti della vita privata di Sordi, come il rapporto con papa Wojtyla, l’esperienza da sindaco di Roma per un giorno e l’attività di giornalista, testimoniata dall’esposizione degli editoriali pubblicati in prima pagina sul Messaggero. Tra le righe dei suoi interventi, carichi di impegno e simpatia, emerge un inaspettato dialogo con la città in cui Sordi affronta temi attuali come lo slang e le nuove mode giovanili senza rinunciare a nostalgiche rievocazioni delle abitudini di una volta. L’itinerario si conclude con l’esibizione di alcuni tra gli oggetti più personali dell’icona romana: una macchina da scrivere impolverata, una rubrica telefonica stracolma di nomi famosi e un pianoforte suonato nei momenti di relax. Una mostra per appassionati che dà voce all’estro del più grande interprete della filosofia di vita di chi è nato sotto “ar Cuppolone.”

 

Maria Maddalena Crovella

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