“La nostra è una provincia in cui il mondo rurale continua a rappresentare una solida base economica e culturale. Rispetto al passato si registrano maggiori sinergie tra il mondo agricolo ed il turismo. La sfida che ci attende per il futuro è di garantire una maggiore produttività e redditività agli operatori agricoli”. Le parole dell’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Pacella commentano i dati emersi dal censimento che fotografa la realtà agricola salentina.

 

L’argomento è stato approfondito nell’ambito del convegno “Nuovi scenari dell’agricoltura nazionale e salentina: i dati del 6° Censimento dell’Agricoltura. Il progetto MedLS e le opportunità di valorizzazione delle produzioni locali”, organizzato nei gironi scorsi dalla Provincia di Lecce nell’ambito del progetto comunitario MeDLS – Mediterranean Life Style,

 

Grazie alla collaborazione tra Provincia di Lecce, Istat e Regione Puglia, il convegno ha approfondito le dinamiche in corso nel mondo agricolo ed il quadro che emerge a livello nazionale e locale, alla luce dei dati definitivi acquisiti con il 6° Censimento dell’Agricoltura.

 

Gli interventi dei relatori, insieme a dati e approfondimenti, sono disponibili on line sul sito della Provincia di Lecce: www3.provincia.le.it/statistica/censimentoagricoltura.html.

 

Ecco una sintesi dei principali risultati emersi, curata dall’Ufficio di Statistica della Provincia di Lecce.

 

Le aziende agricole censite nella provincia di Lecce sono 71.060, corrispondenti al 4,4% del totale nazionale. Lecce è la provincia che registra il maggior numero di aziende sul totale regionale (26,1%). Supera quindi la provincia di Bari che nel 2000 risultava la prima provincia pugliese per numero di aziende. In 10 anni le aziende agricole della provincia sono diminuite del -5,0%, in misura meno marcata rispetto al calo registrato a livello regionale (-19,3%) e nazionale (-32,4%). Lecce è, tra le province del Mezzogiorno, quella che, in proporzione, ha registrato la minor riduzione nel numero di aziende.

 

Le aziende scomparse sono quelle di piccole dimensioni e parte dei loro terreni sono stati acquisiti da aziende agricole già esistenti. La conseguenza di ciò è un aumento della dimensione media aziendale che, in termini di superficie agricola utilizzata, passa da 2,0 ettari nel 2000 a 2,3 ettari nel 2010, sebbene oltre la metà (52,6%) delle aziende agricole della provincia coltivi una superficie inferiore ad un ettaro.

 

La dimensione media aziendale permane decisamente inferiore alla media pugliese e italiana che nello stesso decennio sono aumentate a ritmi decisamente più sostenuti. In Puglia si è passati infatti da una dimensione media di 3,7 ha a 4,7 ha e in Italia da 5,50 ha a 7,93 ha.

 

Nel complesso la superficie agricola utilizzata (SAU) dalle aziende agricole della provincia di Lecce è pari a 161.130,94 ha, corrispondenti al 54,2% dell’intera superficie territoriale provinciale. La SAU della provincia aumenta del +6,2% rispetto al 2010, in misura più marcata rispetto all’incremento medio registrato in Puglia (+3,0%) ed in controtendenza rispetto alla riduzione verificatasi a livello nazionale (-2,5%).

 

La coltivazione più diffusa è l’olivo che interessa la quasi totalità delle aziende agricole (92,6% del totale). Tra le province italiane, Lecce risulta quella con maggiore superficie investita ad olivo, superando per estensione intere regioni quali Toscana, Abruzzo, Campania. Il primato della provincia permane anche in termini di incidenza della superficie ad olivo sulla SAU totale, pari al 60,4%. Nel complesso la provincia di Lecce concentra l’8,7% dell’intera superficie olivicola nazionale.

 

Altre coltivazioni diffuse sono la vite, che interessa il 12,4% delle aziende ed il 5,3% della SAU provinciale, ed il frumento duro (10,2% delle aziende e 11,3% della SAU provinciale).

 

L’agricoltura si fonda sempre su aziende agricole di tipo individuale o familiare (99,3%), mentre le aziende gestite da società (di persone, di capitali, cooperative) rappresentano lo 0,7% del totale. Prevale la conduzione diretta (97,8%) rispetto alla conduzione con salariati e alle altre forme di conduzione.

 

Rispetto al 2000 aumenta notevolmente il ricorso all’affitto e a forme di struttura fondiaria flessibile. Le aziende agricole che ne fanno ricorso sono pressoché triplicate, arrivando ad interessare, nel 2010, il 18,2% delle aziende totali.

 

Oltre l’82,0% della manodopera aziendale è di tipo familiare, rispetto ad una media pugliese del 68,8% e nazionale del 77,4%. Prevale la manodopera maschile (58,8% della manodopera totale), sebbene in maniera meno marcata rispetto al dato pugliese (64,0%) e nazionale (62,9%). La manodopera non familiare è costituita per il 3,8% da lavoratori stranieri (in Puglia il 12,0% e in Italia il 24,7%).

 

Rispetto al 2000 il numero di giornate di lavoro è diminuito del -13,6% (nel Mezzogiorno -23% e analogamente in Italia del -23,4%). Si riducono in particolare le giornate di lavoro dei salariati (-21,4%), mentre sia in Puglia che in Italia aumentano rispettivamente del +5,1% e del + 3,6%.

 

Il rinnovamento dei capi azienda è ancora lento in termini di età e di titolo di studio. Nella provincia di Lecce i capi azienda nel 2010 risultano in media più anziani rispetto al 2000, in controtendenza rispetto a quanto si verifica in ambito nazionale e nel Mezzogiorno in genere. La quota di aziende gestite da persone con 65 anni e oltre di età è infatti del 40,0% rispetto al 34,7% registrato nel 2000.

 

Dal 2000 al 2010 aumenta la percentuale di capi d’azienda con laurea o diploma universitario che passano dal 4,0% al 7,1%. Si riduce invece la quota di quelli con titolo di studio ad indirizzo agrario dal 3,0% al 2,0%, in controtendenza rispetto al dato nazionale (in Italia dal 3,5% al 6,2%). Rimane alta la quota di capi azienda con nessun titolo di studio o licenza elementare: 44,4%.

 

Ancora bassa l’informatizzazione: le aziende informatizzate sono appena lo 0,6% del totale, rispetto ad una media pugliese dell’1,0% e italiana del 3,8%.

 

Le aziende con colture biologiche sono lo 0,9% del totale (in Puglia l’1,9% ed in Italia il 3,0%) per una superficie biologica di 13.646,12 ettari corrispondente all’8,5% della superficie agricola utilizzata provinciale.

 

Le aziende con coltivazioni di qualità per produzioni DOP/IGP o DOC/DOCG (relativamente alla vite) sono in tutto 3.135, quasi esclusivamente dedite alla coltivazione di vite per la produzione di uva da vino DOC e/o DOCG.

 

La produzione standard per ettaro è pari in media a 2.747 euro, in linea con il dato regionale (2.784 euro), ma decisamente inferiore alla media nazionale pari a 3.847 euro.

 

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