Si conclude Strade Maestre – futuro anteriore, la rassegna di Koreja, con un bellissimo omaggio a tutte le donne: sabato 27 aprile alle ore 20.45 Laura Curino sarà in scena con “Il Senato delle Donne”, un bellissimo progetto di storie nella Storia, dedicato alle donne che hanno fatto il nostro Risorgimento.

Lo scenario in cui nasce il progetto è la Sala del Senato di Palazzo Madama restaurata da poco con l’obiettivo di commemorare l’Unità d’Italia attraverso la ricostruzione storica e i percorsi biografici di molte donne, italiane e straniere, che hanno vissuto il Risorgimento e contribuito, ognuna in modo diverso, all’Unità del Paese: donne vissute tra Otto e Novecento la cui vita viene ricostruita attraverso la raccolta di fonti orali e la ricerca d’archivio, a cui hanno collaborato anche alcuni studenti universitari.

 La figura della donna, la sua rappresentazione e i suoi diritti sono oggi più che mai al centro del dibattito generale. La scelta di affidare al teatro la narrazione di queste biografie esemplari deriva da una riflessione sulle potenzialità di uno strumento che più di altri favorisce la condivisione del sapere attraverso la partecipazione emotiva dello spettatore alle vicende interpretate dall’attore: un modo per rispecchiarsi, ricordare e far conoscere al pubblico l’apporto di queste figure femminili che diedero un contributo intellettuale e materiale alla costituzione dell’Italia.

Nonostante la posizione subalterna di partenza, le donne giocarono un ruolo fondamentale nel processo di unificazione del Paese: sono ormai noti i vivaci e dettagliati resoconti delle sedute, dell’atmosfera e degli eventi storici vissuti in prima persona da Costanza Tapparelli d’Azeglio, moglie del senatore Roberto d’Azeglio, o l’attività politica, apertamente schierata, della nobildonna milanese Cristina Trivulzio di Belgioioso, o i veri e propri reportage “di guerra” della giornalista inglese Jessie White che, al seguito delle truppe garibaldine, raccontò al pubblico anglofono il processo di unificazione nazionale.

Si tratta di figure molto diverse tra loro, quasi tutte però provenienti dalla nobiltà o dalla borghesia, con un’ottima educazione culturale alle spalle, e una chiara coscienza del proprio ruolo, delle proprie aspirazioni e del cambio epocale a cui stavano partecipando.

 

 

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