L’ennesimo blocco della produzione e le ferie forzate imposte ai lavoratori della CNH di Lecce stavolta hanno provocato una dura reazione dei lavoratori con la proclamazione dello sciopero di un’ora a fine turno.

Blocco della produzione che, ancora una volta, ci ripropone il sistema FIAT, fatto cioè di arroganza e mancato rispetto delle corrette relazioni sindacali. Soltanto ieri, infatti, alle 12.30, comunicano alle RSA aziendali la chiusura dello stabilimento per tre giorni “salvo complicazioni”: decisione che viene motivata imputando la responsabilità all’azienda ALCAR che prontamente smentisce e precisa sulla stampa che la chiusura dello stabilimento CNH era già preventivato dai vertici della CNH stessa di Lecce.

Ancora una volta CNH (FIAT) scarica le proprie responsabilità sui lavoratori che si vedono sospesi dal lavoro a proprie spese senza la possibilità di contrattare alcunché. La Segreteria e il delegato sindacale Mauro Bonuso della FIOM CGIL di Lecce sono stati tenuti fuori dalla negoziazione e dalla contrattazione.

Tutto questo è frutto di un contratto aziendale che stravolge le corrette relazioni Sindacali bypassando sia le RSA che le Segreterie Provinciali dei metalmeccanici di FIM, UILM, FISMIC, anche se firmatari dell’accordo specifico aziendale.

Bisogna precisare inoltre che, per la maggior parte dei dipendenti, l’orario di lavoro è fatto con due ore di straordinario giornaliere e sabati lavorativi di 8 ore, con l’utilizzo di ditte esterne sulla produzione senza concordare nulla con le organizzazioni Sindacali FIM, UILM, FISMIC, Associazione Quadri e UGLM, che invece di promuovere l’inserimento di manodopera interinale, espulsa dallo stabilimento nel mese di novembre 2012, lascia carta bianca all’azienda.

Se a tutto questo aggiungiamo la comunicazione ad alcuni lavoratori che in busta paga non troveranno retribuiti i primi due giorni di malattia, capite quanto la situazione sia resa ormai esplosiva.

Sarebbe ora che a Lecce, visto il silenzio tombale che regna intorno, si cominciasse a parlare del futuro di questo stabilimento, prima che sia troppo tardi.

La FIOM, alla sua riapertura, sarà davanti ai cancelli con un volantinaggio per denunciare lo scorretto e arrogante comportamento dell’azienda.

 

 

 

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