Giudiziaria_aula tribunaleFamiglie contro per una quota ereditaria e la controversia finisce dinanzi al giudice civile. Il tutto “corredato” da bigliettini minatori, offese, ripicche tra le parti culminati nell’apertura di un processo.

Da una parte, una 46enne di San Cesario, dall’altra in veste di “cognata cattiva”, una 50enne di San Pietro in Lama. La controversia tra parenti, secondo quanto denunciato dalla 46enne assistita dall’avvocato Francesco De Giorgi, ha inizio con la morte di suo suocero. Da quel momento ci sarebbero state solo grane tra le due famiglie. Il marito della 46enne avrebbe reclamato a sua sorella la parte di quota legittima che gli spettava per legge sulla proprietà lasciatagli in eredità dal padre costituita da alcuni immobili. Da lì, a dire della moglie dell’uomo, sia lei che suo marito sarebbero stati perseguitati non solo dalla cognata ma anche dalla madre di quest’ultima. Nel maggio del 2008 è stato istruito il processo civile e dopo un semplice rinvio per l’assenza del giudice titolare della causa le parti si sono allontanate con i rispettivi avvocati. Un particolare che potrebbe sembrare irrivelante se non fosse per quanto successo pochi giorni dopo. Precisamente agli inizi di giugno sempre di quell’anno, il fratello della 50enne avrebbe ricevuto con posta prioritaria un biglietto in cui comparivano non solo offese ed epiteti sulla sua persona ma anche cattiverie sul conto della moglie in cui l’autore andava giù in maniera piuttosto pesante.

Poiché di questi biglietti, in passato, ne sarebbero stati recapitati altri sempre dello stesso tenore offensivo, sia l’uomo che sua moglie decisero di denunciare la cognata convinti che l’autrice di quei bigliettini non potesse essere che lei. Nel processo civile istruito dinanzi al giudice Luigi Piro, nella scorsa udienza celebratasi alcuni giorni fa, è stato dato incarico alla grafologa Elda Vedastro di eseguire una perizia sulla lettera anonima ed accertare se sia stata effettivamente scritta dalla cognata. Il processo è stato aggiornato al prossimo sei novembre. La donna, assistita dall’avvocato Antonio Mazzeo, aveva denunciato già nel 2008 la cognata perché, a suo dire, in Tribunale sarebbe stata oggetto di minacce rivoltele non solo da lei ma anche da suo fratello. Insomma ripicche da ambo le parti.

F. O.

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