Slide_vendola“L’asprezza della crisi si proietta su intere generazioni e sulla qualità della loro vita”. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa sui report dei progetti finanziati “Principi attivi”, l’iniziativa regionale che finanzia le idee dei giovani con un contributo a fondo perduto sino a 25mila euro a progetto. La terza edizione del bando, finanziata nel 2012 con 4,1 milioni di euro del Fondo nazionale politiche giovanili, ha avuto (su 2.384 progetti candidati e 6.025 partecipanti) 173 vincitori. “Abbiamo il compito – ha aggiunto Vendola – di restituire alla parola innovazione il suo significato pieno. Le politiche pubbliche catalizzano le domande sociali e ci consentono di avere uno sguardo lungo sul territorio. Le politiche giovanili sono stimolazioni di un universo che non e’ inerte. Noi crediamo che la creativita’ sia strumento di lotta contro poverta’ e crisi”. “Noi – ha affermato ancora Vendola – ricalibriamo le politiche guardando a questo contesto, alla difficolta’ e all’inciampo strutturale in cui e’ collocata questa generazione”. “Principi attivi – ha detto a sua volta l’assessore regionale alle politiche giovanili, Guglielmo Minervini – rivela due punti di forza decisivi: e’ una proposta formativa, di apprendimento in campo, che ha mobilitato tantissimi giovani; fornisce, guardando l’oggetto dei progetti” (inclusione sociale, innovazione tecnologica, arte e cultura, turismo, web e multimedia, territorio, sviluppo sostenibile, ecologia e ambiente, agroalimentare, disabilita’) “una direzione molto chiara per la Puglia. Stiamo ragionando – ha proseguito l’assessore – su come continuare a travasare nel sistema economico questo capitale. Stiamo pensando d’integrare i finanziamenti portando a circa 200 i progetti approvati. Rete e relazioni create nella costruzione dei singoli progetti vanno poi accresciute e per questo stiamo lavorando a un nuovo ‘bollenti spiriti camp’ dopo quello tenuto lo scorso giugno a Lecce. Guarderemo – ha concluso – anche a chi e’ fuori dai percorsi di studio e lavoro”.