CRONACA_posto controllo carabinieri 24Dal barese nel leccese per depredare i bar di due stazioni di servizio tra Melendugno e Martano. La presunta banda, però, è stata stanata dai carabinieri della stazione di Melendugno coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Lecce e il sostituto procuratore Donatina Buffelli ha chiuso il fascicolo d’indagine in cui sono stati iscritti i nomi dei presunti componenti del commando: Gabriele Cirillo, 32 anni, Giuseppe Clemente, di 34, Domenico e Gabriele Botta, rispettivamente di 42 e 27 anni, tutti di Bitonto. Sarebbero loro i responsabili di un paio di colpi eseguiti nel gennaio scorso anche se le indagini, non ancora concluse, potrebbero riservare ulteriori sorprese. Per ora il lavoro degli investigatori coordinati dal sostituto ha consentito di dare un volto ed un nome ai presunti responsabili dell’assalto consumato la notte del 15 gennaio scorso quando si verificò un furto ai danni del bar-tabacchi del distributore “Total Erg” di Martano sulla via per Soleto. In quell’occasione, la banda, dopo aver forzato la porta di accesso del bar e aver isolato l’allarme mediante la distruzione della centralina piazzando della carta stagnola sui sensori di attivazione automatica della luce esterna, fece incetta di tre blocchetti di gratta e vinci e di circa 100 pacchetti di sigarette di varie marche per un valore di due mila euro. Il commando, però, sarebbe tornato alla carica una settimana dopo colpendo all’interno del bar-tabacchi del distributore di carburanti “Ip” sulla strada provinciale Melendugno-San Foca. In quella circostanza, i presunti ladri dopo aver forzato la serratura della saracinesca si crearono un varco all’interno per fare razzia di stecche di sigarette, di confezioni di cioccolata, caramelle, accendini, confezioni di cartine, il tutto per un valore per circa 3-4 mila euro. Nelle carte dell’inchiesta, poi, compare anche il nome di una donna, quello di Marilena De Marinis, 59enne di Bitonto che insieme ad uno degli indagati, Gabriele Botta, risponde di simulazione di reato. I due avrebbero falsamente denunciato il furto di una Peugeot 206 e di una Opel Corsa, ritrovate nelle vicinanze del distributore “Ip”, raggiungendo la stazione dei carabinieri di Bitonto. In tal modo, la De Marinis, secondo le indagini, avrebbe voluto assicurare l’impunità al figlio Giuseppe Clemente e al genero Domenico Botta.

F.O.

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