Quattro ergastoli sono stati inflitti per l’omicidio di Italo Pinto. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Assise di Lecce, presieduta dal giudice Roberto Tanisi. Sono stati condannati al carcere a vita Gianni De Tommasi, Fabrizio Bernardini, Mario Tornese e Massimo Mello, così come aveva richiesto il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Guglielmo Cataldi.

Il delitto, consumato nell”89, fu uno degli omicidi che aprì la stagione del sangue nel Salento legata alla gestione del business della droga.

Secondo l’accusa il delitto, consumato Pinto fu prelevato da una sala giochi leccese e assassinato. Dopo il pentimento di Cerfeda il cadavere sarebbe stato arso in campagna con i copertoni e non è stato mai trovato.

Ad incastrare gli imputati, assistiti dagli avvocati Paolo Spalluto, Francesca Conte, Simone Potente, Stefano Prontera, Vincenzo Del Prete e Vincenzo Carbone, sono state le testimonianze fornite da alcuni collaboratori di giustizia.

 

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