2013-4-11-conf-dia

Un altro sequestro preventivo di beni è stato eseguito nelle ultime ore, dagli agenti della Direzione Investigativa Antimafia: questa volta è toccato a Francesco Russo, 60enne di Nardo, già conosciuto dalle forze dell’ordine e condannato in passato per diversi reati.

Rapina, sequestro di persona, porto e detenzioni di armi che gli sono valsi nel 1983 una condanna a 10 anni – di cui poi scontati 4 – e poi due anni nel 1995 per tentata estorsione. Nel 2010 inoltre, Russo è stato arrestato nell’ambito dell’Operazione Canasta, relativa alle aste immobiliari. Il suo ruolo nell’associazione a delinquere sventata, era quello di favorire soggetti particolari durante le aste a scapito di altri che venivano minacciati affinché non partecipassero.

Tali condanne hanno perciò valso i controlli delle forze dell’ordine che hanno rilevato nel corso di indagini una sproporzione tra il reddito dichiarato dal 1979 al 2010 – di circa 617mila euro in tutto – e le uscite finanziarie della famiglia Russo che ammontano ad 1.274.000 euro. Ci sarebbe quindi un disavanzo di circa 670mila euro che da successive indagini sono risultati il frutto delle stime degli immobili intestati alla moglie e al figlio di Russo.

Ciò ha fatto quindi scattare la misura di sequestro preventiva, accolta ed eseguita con il sequestro di una macelleria di Nardò, che risultava essere l’attività di famiglia, un altro locale commerciale, una villa su tre piani di 540mq, sette appezzamenti di terreno per 50 aree, due appartamenti, due autovetture di grossa cilindrata e 4 rapporti bancari.

In particolare la villa, realizzata tra il 1998 e il 2004 ha provocato un movimento di denaro di circa 370mila euro a fronte di redditi dichiarati di non più di 15mila euro l’anno. Tutti gli immobili erano intestati alla moglie tramite separazione di beni e al figlio che però risulta senza reddito; quest’ultimo tra l’altro, avrebbe acquistato il secondo locale commerciale sequestrato per un valore di 22mila euro ad un’asta e poi lo avrebbe rivenduto ad uno zio. Anche questo locale è stato però sottoposto a confisca in quanto la legge prevede che l’alienazione di immobili ceduta a parenti entro i due anni dalla richiesta di misura preventiva, sia considerata fittizia.

Francesco Russo intanto, dovrà adesso dimostrare che tali beni non sono frutto di attività illecite.

 

Roberta Mazzotta

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