La Puglia fa registrare il più basso tasso di occupazione femminile in Europa. Questi i dati emersi da “Ambiente Italia 2013”, rapporto annuale di Legambiente realizzato in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia. Lo studio, presentato ieri a Roma, ha riscontrato che sono tre le regioni del sud Italia in cui le donne non svolgono attività lavorative. La Puglia, infatti, condivide questo triste primato con Campania e Sicilia.

In Italia, fortissimo è il gap tra uomini e donne nell’accesso al lavoro: il tasso di occupazione femminile corrisponde al 70% del corrispettivo maschile. Un divario che si registra anche a livello di reddito: le donne guadagnano circa il 50% in meno rispetto agli uomini. E questo, come è ovvio, si ripercuote anche a livello di ripartizione delle responsabilità politiche, istituzionali e manageriali.

Questi dati si presentano ancora più drammatici nelle regioni meridionali, tra cui la Puglia. L’Istat ha fatto rilevare come al Sud lavori sono una donna su 5, una quota in crescita, rispetto al 2011, del 3,2%. Tra queste, sono da calcolare anche le “inattive” (in aumento dell’8,6%), quelle donne cioè che non studiano e ritengono di non riuscire a trovare un’occupazione.

La Puglia, inoltre, insieme alla Campania, è la regione in cui si registra il più ampio gap occupazionale tra uomini e donne.

di Federica Nastasia

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