Giudiziaria_tribunale cas (1)Dopo una prestazione sessuale con una meretrice le avrebbero chiesto i soldi indietro puntandole in pieno volto un affilato taglierino. N.D.O., 31enne di San Salvo, comune della provincia di Chieti, è stato condannato a due anni di reclusione mentre G.B., 45enne di Foggia, dovrà scontare un anno e quattro mesi
di carcere, pena sospesa per entrambi, con l’accusa di rapina aggravata dall’uso dell’arma. Il pubblico ministero Stefania Mininni aveva sollecitato cinque anni di carcere per i due imputati assistiti dall’avvocato Diego Cisternino. Il loro legale aveva chiesto che il reato venisse riqualificato in esercizio arbitrario delle proprie ragione con violenza sulla persona.

La parte offesa, una 36enne di San Cataldo, non si è costituita parte civile nel processo e nella giornata di ieri è stata ascoltata dai giudici della seconda sezione collegiale, (Presidente Roberto Tanisi, a latere Fabrizio Malagnino, Stefano Sansonetti) ed ha confermato quanto riferito in sede di denuncia. I fatti risalgono all’8 marzo del 2011. I due imputati, nel Salento per motivi di lavoro, secondo quanto riferito dalla giovane meretrice, avevano raggiunto viale Oronzo Quarta nei pressi dell’Ufficio Immigrazione della Questura e avrebbero avvicinato la lucciola. Dopo aver concordato il prezzo in 30 euro per una prestazione sessuale, i tre si sarebbero appartati. Tutto sarebbe filato apparentemente liscio e subito dopo la donna sarebbe salita sul furgone dei clienti per essere riaccompagnata. Durante il tragitto, però, sarebbe successo l’imprevisto. I due, esprimendosi in dialetto foggiano, avrebbero incominciato ad offendere la prostituta e avrebbero manifestato la volontà di riavere i soldi indietro ceduti alcuni minuti prima per pagare la prestazione sessuale. La 36enne sarebbe stata così costretta a riconsegnare nelle mani dei suoi “clienti” la somma pattuita e subito dopo sarebbe stata scaraventata fuori dal furgone. Uno dei due imputati, non contento, le avrebbe anche puntato un taglierino alla gola per poi allontanarsi e abbandonare la salentina per strada. L’immediato intervento degli agenti di polizia, però, consentì di bloccare subito dopo i due aggressori che furono così denunciati.

F. O.

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