2013-4-15-conf-estimiLo Sportello dei Diritti parla chiaro: bisogna bloccare tutte le notifiche di revisione catastale e sospendere le delibere comunali, perché sono totalmente immotivate. La verità vien fuori dopo l’accoglimento da parte dei giudici delle prime 12 sospensive, frutto di ricorsi individuali, che hanno confermato l’infondatezza di una procedura che pare sia completamente sbagliata a monte e frutto di calcoli matematici errati da parte dell’Agenzia del Territorio.

Per entrare nello specifico, l’errore sarebbe scaturito dal calcolo dei rapporti tra le medie catastali dell’intera città e quello delle microzone nelle quali è ripartita Lecce, 17 in tutto. Di queste sono state prese in considerazione le 10 che superano lo zero, tra cui le zone 1 e 2 che hanno un rapporto rispettivamente di 2,53 e 2,08 e che concernono gran parte della città.

Secondo la normativa, una rivalutazione catastale è possibile solo nel caso in cui tali rapporti superino quello della media tra tutte le microzone. Nel caso di Lecce, l’agenzia del Territorio ha calcolato la media aritmetica trovando un rapporto di 1,99 – che è la somma tra la media aritmetica più il 43% previsto dalla delibera comunale – e facendo quindi quello che è stato definito un “madornale errore”.

“Ciò che bisognava fare – spiega l’avvocato Maurizio Villani dello Sportello dei Diritti – era una media ponderata del rapporto tra la media del valore di mercato degli immobili della città di Lecce che è di 855 e quella del valore catastale ai fini Ici di 420. Il risultato è 2.04 che con il 43% previsto da delibera arriva a 2,92. Ci sembra evidente che tutte le microzone, comprese la 1 e 2 che sono le più ampie, sono al di sotto di tale rapporto.”

La rivalutazione insomma, andava fermata a monte. Queste novità gettano una nuova luce sulla situazione degli estimi catastali, che certamente creerà delle conseguenze non solo sul blocco delle notifiche e sull’accoglimento di tutti i ricorsi, ma anche a livello economico per la stessa Agenzia del Territorio, perché potrebbe essere condannata a risarcimenti.

Il ricorso infatti, comporta un pagamento del contributo unico di 120 euro oltre alle spese legali che ogni contribuente dovrà sopportare. Un incasso totale di più di 700mila euro, ingiustamente tolte dalle tasche dei leccesi e che potrebbero così essere risarcite.

“Si è verificata situazione assurda. Per la prima volta un ufficio notifica 70mila accertamenti, cosa che in Italia non è mai successa. Lecce ora diventa un punto di riferimento per l’Italia perché per la prima volta un ufficio decide di fare un’operazione che solo lo Stato può permettersi come è successo con l’Imu. Si tratta ora di organizzarsi perché Lecce diventi un punto di riferimento nazionale nell’eventualità che altre comunità vengano coinvolte in accertamenti fiscali. La prima cosa da fare è il ricorso collettivo.”

Lo Sportello dei Diritti infatti, chiarisce anche la posizione dei ricorsi cumulativi collettivi che nelle scorse settimane sono stati scoraggiati dalle altre associazioni. La delibera del 22 febbraio del TAR, ha modificato la normativa consentendo dei ricorsi cumulativi anche in materia tributaria e garantendo, nel caso che una situazione del gruppo sia differente rispetto alle altre di non sospendere l’intero ricorso come previsto precedentemente dalla legge ma di stralciare quella situazione e di studiarla separatamente. Lo Sportello al momento sta raccogliendo i ricorsi dei contribuenti a gruppi di 25 per permettere quindi di abbattere i costi relativi alle spese legali e di lasciare soltanto quello del contributo comunitario di 120 euro che è obbligatorio per tutti.

“Questo lavoro aiuterà la commissione tributaria a lavorare più velocemente. Si sveltisce quindi, la procedura, si riducono le spese e nel caso ci siano problemi basterà stralciare e decidere separatamente.

Sia ben chiaro che questa non è una class action. In materia tributaria non si può infatti, agire prima di ricevere un atto. Il termine non è adeguato. È un ricorso cumulativo collettivo, consentito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione.”

Nel frattempo sono stati già fatti 6000 ricorsi, un numero molto alto se si considera che di solito nel corso di un intero anno la media è di circa 2000, mentre ad oggi la cifra si pensa dovrà salire ancora.

“La soluzione che auspichiamo – ha poi concluso l’avvocato Villani – è quella di bloccare tutte le notifiche. Il Comune e l’Agenzia del Territorio si devono incontrare: il Comune deve ritirare le delibere indipendentemente dalla denuncia del TAR, mentre l’Agenzia deve annullare tutti gli avvisi finora dati, perché totalmente immotivati. Solo così si potrà porre fine ad un’operazione che sta sconvolgendo un’intera città e che sta creando anche delle serie conseguenze sociali, in un periodo di crisi come questo e soprattutto dopo l’Imu.”

 

Roberta Mazzotta

 

 

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

2 × 5 =