vadacca-sparatoC’è la chiusura delle indagini per quanto riguarda la gambizzazione di Davide Vadacca, il 30enne leccese, rimasto ferito la sera del 30 ottobre scorso nei pressi del piazzale del distributore di carburanti Esso sulla superstrada per Brindisi. Rimangono indagati con l’accusa di lesioni personali gravi e detenzione di arma da fuoco Simone Corrado, 32enne di Cavallino, arrestato il 22 novembre insieme ad Alessandro Sariconi, 35enne leccese. Vadacca venne colpito alla gamba sinistra da 4 colpi di pistola calibro 22. Ad incastrare i due sicari furono alcune testimonianze e le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, dalle quali gli investigatori estrapolarono elementi che, alla fine, hanno finito per stringere il cerchio attorno ai due leccesi.

Il ferimento del 30enne leccese, coinvolto nell’ambito dell’operazione “Little Devil” e condannato nel 2011 ad un anno di reclusione, aveva aperto una serie di attentati e rivendicazioni incrociati tra i gruppi rivali, che avrebbero voluto mettere le mani sul traffico di sostanze stupefacenti nel capoluogo. Dopo quel giorno, infatti, si susseguirono una serie di attentati. Un botta e risposta tra bande rivali: il 5 novembre fu dato alle fiamme un chiosco di frutta e verdura in via Monteroni, di cui è dipendente Alessandro Sariconi (che godeva di un permesso speciale per allontanarsi dalla sua abitazione – dove era ai domiciliari – proprio per andare a lavorare). Nel corso delle indagini, poi, Corrado, assistito dall’avvocato Francesco Vergine e Francesco De Iaco, a fine dicembre finì ai domiciliari dai giudici del Tribunale del Riesame, (presidente Pasquale Sansonetti, a latere Antonio Gatto e Stefano Marzo). Il gip, poi, lo scarcerò definitivamente circa un mese fa. Dal suo interrogatorio emerse come non sarebbe stato programmato alcun appuntamento con Vadacca nell’area di servizio e la pistola sarebbe stata utilizzata da Sariconi all’insaputa di Corrado. Quest’ultimo non avrebbe preso parte in alcun modo alla sparatoria, anzi alla vista dell’arma impugnata da Sariconi, avrebbe cercato di gettare acqua sul fuoco. Inoltre sarebbe emerso come la questione sfociata nel sangue riguardasse Vadacca e Sariconi per questioni squisitamente personali senza alcun riferimento ad eventuali partite di droga non pagate o per presunti debiti legati ad affari illeciti tant’è che venne anche eliminata l’aggravante delle modalità mafiose inizialmente contestata. Corrado è stato anche assolto nell’ambito dell’operazione “Augusta”. Sariconi, invece, è difeso dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti e Pantaleo Cannoletta.

 

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