Giudiziaria_aula tribunale (1)Era accusato di guida sotto uso di sostanze stupefacenti e in sede di Appello Matteo Mannetta, 25enne di Matino, aveva avanzato richiesta di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella dei

lavori di pubblica utilità come stabilito dal Decreto legislativo 30.04.1992 n. 285 all’articolo 186 comma 9 bis, producendo, inoltre, dichiarazione di disponibilità dell’ente pubblico dove svolgere tali lavori. La Corte di Appello aveva rigettato l’istanza evidenziando che tale dichiarazione di disponibilità era generica e non indicava le mansioni da svolgere. Gli avvocati difensori Fabio Ruberto e Vincenzo Del Prete hanno così presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la norma dell’articolo 186 comma 9 bis non impone al richiedente l’indicazione delle modalità di esecuzione del lavoro di pubblica utilità ma è compito del tribunale individuare l’ente presso il quale svolgere il lavoro, acquisire il consenso delle ente, indicarne la durata. La Cassazione, con una sentenza del 15 marzo scorso, ha accolto il ricorso dei legali di Mannetta, rinviando alla Corte di Appello di Lecce per una nuova decisione, riconoscendo fondate le osservazioni degli avvocati del 25enne stabilendo un principio importante, (la giurisprudenza precedente si riferiva alla guida in stato di ebbrezza e non a quella sotto uso di sostanze stupefacenti), secondo il quale anche in caso di guida sotto effetto di droghe si applica il principio che ai fini della sostituzione delle pena detentiva e pecuniaria non è richiesta alcuna istanza dell’imputato nè indicazione dell’ente dove svolgere i lavori sociali, ma è sufficiente la sua non opposizione, perchè tali incombenze ricadono sul giudice.

F.O.