asl foto casA spasso per la città nell’orario di lavoro. A fare la spesa, ad accompagnare la figlia a scuola, a sbrigare commissioni per la madre, ma anche ad intrattenere rapporti intimi con una donna di origini brasiliane. Arriva il licenziamento per un dipendente di 61 anni del reparto Area coordinamento Servizi Sociali della Asl, già condannato, in primo grado a due anni di reclusione dal giudice monocratico Silvia Minerva della prima sezione penale Tribunale di Lecce

La delibera è del 28 marzo scorso. Dopo averlo sospeso in via cautelare, in attesa della sentenza del giudice, la Asl, non solo ha deciso di recedere dal contratto di lavoro, a tempo indeterminato, “per tutti i gravissimi fatti dallo stesso commessi che non consentono la prosecuzione neppure in via provvisoria del rapporto”, ma ha anche richiesto 8mila 330 euro di risarcimento danni.

Il presunto caso di assenteismo risale a cinque anni fa. Nei mesi tra gennaio ed aprile del 2008 i fatti contestati sono stati accertati attraverso il servizio di pedinamento ed osservazione condotto da due carabinieri che hanno tenuto sotto controllo ogni movimento del dipendente.

L’uomo si sarebbe allontanato abitualmente dal luogo di lavoro anche per sei ore consecutive “in maniera non occasionale, ma assolutamente sistematica, secondo veri e propri cliché comportamentali”, scrive il giudice nella sentenza, con un costo, per la sanità pubblica, tra retribuzione e oneri previdenziali, di almeno 98-100 € al giorno.

 

 

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