In mattinata il giuramento dei ministri del governo Letta: c’è un salentino all’interno della squadra di governo. Massimo Bray è commosso, in serata il suo telefono era incandescente: amici e giornalisti lo tempestavano di chiamate e lui ripeteva a tutti che era commosso e che non riusciva a parlare per l’emozione. Un salentino di origine, da anni trapiantato a Roma, è il nuovo ministro della cultura. Bray, già direttore della Treccani, è stato coinvolto da Sergio Blasi nell’avventura della Notte della Taranta e poi nella corsa alle politiche del Pd: il segretario regionale dei democratici rivendica con fierezza la sua battaglia per inserirlo nei primi posti delle liste.

Sergio Blasi, sulla sua pagina Facebook, dedica al neoministro Bray la lettera che, nel 1830, Abraham Lincoln dedicò all’insegnante di suo figlio: un poetico augurio di buon lavoro da parte di chi ha lottato per avere in Parlamento un uomo di cultura. I vertici del partito democratico volevano catapultare altri nomi al posto di Bray, ma il segretario regionale minacciò le dimissioni. Il programma con cui il direttore della Treccani si è presentato all’elettorato prevedeva un rilancio delle politiche culturali italiane. Anche Loredana Capone gioisce e fa auguri, via fb, al ministro della Cultura. Il nuovo governo ha scatenato gli entusiasmi dei lettiani come Marra e Casilli. Michele Emiliano, invece, ci regala una delle sue solite uscite: “Governo Letta? Poteva andarci peggio!”.

Nel centrodestra c’è soddisfazione per la nomina del pugliese Gaetano Quagliariello a ministro delle Riforme istituzionali. Raffaele Fitto, raggiunto al telefono da alcuni giornalisti, invece, ha confidato di aver preferito restare fuori dal governo Letta: sembra che nel Pdl abbianBray-la-cultura-prima-di-tuttoo pensato di spendere il suo nome, ma, secondo la versione dell’ex ministro, lui si sarebbe rifiutato di far parte della squadra di governo.

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