On. Teresa Bellanova (Pd)
On. Teresa Bellanova (Pd)

Nel Parlamento italiano questo è il tempo dei saggi, ma nel resto del paese c’è gente che non ha più tempo per niente: ci sono problemi di sopravvivenza, a cominciare dalle imprese che rischiano di chiudere e dai lavoratori che non ricevono la cassa integrazione da mesi. Come finirà l’impasse? Lo abbiamo chiesto a una deputata del Pd, che da anni ha come cavallo di battaglia la lotta per i lavoratori.

Onorevole Teresa Bellanova, ci sono famiglie senza reddito da mesi: perché non si riesce a uscire fuori dai ritardi della cassa integrazione?

 «Per molti lavoratori sta diventando un dramma, per altri già lo è: continuo a ricevere telefonate e pressioni di persone in cassa integrazione che sono senza pagamento da mesi e senza decreto di pagamento per i prossimi mesi. Ho presentato una mozione per chiedere che vengano rifinanziati gli ammortizzatori sociali, affinché venga data copertura per tutto il 2013: in molti continuano a perdere il lavoro e chi lo ha perso non riesce a trovarlo in questo momento. Abbiamo l’urgenza di dare un minimo di sostegno al reddito a chi non ha alternativa».

Intanto, la situazione parlamentare mi sembra di stallo. Dove ci porteranno i saggi? Abbiamo bisogno di interventi, per il mondo del lavoro e delle imprese, urgenti che il Parlamento potrebbe già discutere.

 «I saggi potrebbero convincere chi ha chiesto il voto agli italiani che c’è bisogno urgente di un governo, invece di fare le belle statuine agli ordini di qualcuno. Sulla situazione specifica della Cig è evidente che le regioni dovrebbero accelerare i tempi per i pagamenti dei decreti già firmati e che insieme a noi facciano pressione perché con il Ministero del Lavoro si trovino le risorse per tutto il 2013».

Anche la Puglia va un po’ troppo a rilento nei pagamenti: perché non fare pressioni anche su Vendola? Ci sono problemi con il patto di stabilità?

 «Non sono in grado di dire se la Puglia non sia in grado di anticipare perché ha questi problemi, certo anche il governo regionale deve farsi carico di una situazione che sta diventando esplosiva. Tutti abbiamo il dovere di farci carico di questo dramma e di individuare una soluzione».

Intanto, si va a rilento anche sulla nomina del Presidente della Repubblica. Lei la voterebbe Emma Bonino?

«Bisogna vedere quale sarà il profilo del Presidente da individuare: ne discuterò con il gruppo di cui faccio parte. Vorrei una persona rigorosa e al di sopra di ogni sospetto: qualcuno con il rigore di Giorgio Napolitano».

Emma Bonino non è all’altezza?

«Il Presidente della Repubblica deve rappresentare tutti i cittadini. Non so se la Bonino è adeguata. Non partecipo al gioco dei nomi prima di discuterne con il mio gruppo».

Invece, per quanto riguarda la formazione del governo, perché vi ostinate a non capire che il Movimento 5 Stelle non voterà alcun premier proposto da voi, saggio o non saggio che sia? Dovrete fare il ‘governissimo’, altrimenti tutti al voto: è chiaro il concetto?

 «Noi siamo convinti che questo paese ha bisogno di un governo che affronti i problemi urgentissimi del lavoro, delle imprese e delle famiglie. Il governo tecnico di Monti ha rimandato i pagamenti di 20 miliardi. Quindi, siamo convinti che chi non si assume questa responsabilità fa un’azione dannosa. I grillini devono dirci se hanno preso io voti per fare le belle statuine o se vogliono risolvere i problemi».

Onorevole, non ci prendiamo in giro: non voteranno il vostro governo.

«E allora si prendano la responsabilità di quello che avverrà, perché vogliono costringerci a fare un ‘governissimo’, mentre loro giocano sulla pelle di questo paese».

 Non si può andare subito al voto? Sarebbe un guaio economico per l’Italia?

«L’Italia ha bisogno urgente di un governo di alto profilo: siamo disponibili ad accogliere anche le istanze del M5S. Se i grillini di questo non vogliono farsi carico, è evidente che vogliono portare di nuovo il paese al voto. Perché abbiamo spiegato che con il Pdl non vogliamo fare inciuci, ma dobbiamo pensare anche a intervenire subito per risolvere i problemi».

 Perché Monti non ha sbloccato le risorse per il pagamento delle imprese?

«Non lo so e chiediamo a questi tecnici di chiarire per quale motivo hanno, colpevolmente, eliminato l’emanazione di un decreto che avrebbe dovuto già essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale».

 Mancano i soldi?

 «Questo è quello che abbiamo chiesto ai tecnici, ma non lo so. Il governo non ha detto che non  c’erano le risorse. Governare non è una serata di gala, ma significa prendersi la responsabilità. In questo caso il governo dei tecnici non è stato all’altezza della situazione, come nel caso degli esodati: dovrebbero lavorare con meno dichiarazioni pubbliche e meno autocompiacimento».

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