CRONACA_clandestini-(2)Sono stati avvistati all’alba, a quattro miglia dalla costa antistante Santa Caterina, marina di Nardò. I loro traghettatori, alla vista della motovedetta, si sono gettati in mare, lasciandoli alla deriva, senza timoniere. Erano stipati su una barca a vela di 17 metri i 32 migranti, tratti in salvo in mattinata dai marinai della Capitaneria di porto di Gallipoli. Tra di essi, numerosi bambini ed anche un neonato che, appena affacciatosi alla vita, si è ritrovato suo malgrado a sfidarla, impotente.

Quindici in tutto i minori che hanno affrontato il lungo ed estenuante viaggio a bordo della barca a vela, partita chissà da dove e diretta verso il Salento. Fortunatamente, stanno tutti bene.

Tra i 32 immigrati, oltre ai 15 bambini, ci sono anche sette uomini e dieci donne. Si tratta per lo più di nuclei familiari presumibilmente di nazionalità siriana, afgana o pachistana.

La barca, lunga 17 metri, è stata avvistata dai militari della Capitaneria di Porto di Gallipoli in prossimità di un tratto di scogliera impervio, dove non era possibile sbarcare. Il natante è stato rimorchiato fino a Gallipoli, dove ad attendere i piccoli migranti c’erano i sanitari del 118.

Dopo essere stati visitati dai medici del servizio di pronto intervento, e trovati in buone condizioni, i migranti sono stati condotti al Centro di prima accoglienza don Tonino Bello di Otranto. I due scafisti, secondo il racconto degli immigrati, si sono gettati in mare prima dell’arrivo della motovedetta, raggiungendo a nuoto la costa.

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