Insulti, sputi, minacce di morte in campo e il tentativo di irrompere negli spogliatoi dove nel frattempo l’arbitro si era barricato. Un episodio di sport violento finisce così in un’aula di Tribunale compiuto ai danni dell’arbitro, A.C., 25enne leccese. Sotto processo con le accuse a vario titolo di ingiurie, diffamazione via internet e minacce aggravata sono finiti due giocatori della squadra di volley Filanto Casarano, Carlo De Lorentis, 27enne di Galatina, Carlo Ferilli, di 41 e un dirigente della stessa formazione, Claudio Carbone, di 48, questi ultimi di Casarano. Il processo si aprirà il prossimo 20 settembre. L’11 dicembre del 2010 sul parquet del palazzetto di Casarano per una gara di campionato di serie D maschile la formazione di casa, la Volley Filanto sfidava la Bcc Leverano. Durante la gara, però, l’arbitro sarebbe stato bersagliato con cori offensivi da parte dei tifosi ma anche dai giocatori di casa. Il giovane fischietto leccese sarebbe stato anche sommerso di insulti e sputi e alcuni tesserati del Volley Casarano sarebbero persino riusciti a colpirlo con dei calci minacciandolo di ucciderlo al termine della gara. Subito dopo il fischio finale, vennero adottate sanzioni pesantissime contro i responsabili di quell’aggressione. I comportamenti offensivi, però, non sarebbero cessati neppure dopo la fine della gara. Nelle ore immediatamente successive e nei giorni a seguire, infatti, la foto dell’arbitro venne pubblicata su Facebook con il suo nome accanto e venne anche creato un link sul quale chiunque poteva commentare l’operato dell’arbitro sbizzarrendosi in offese e minacce senza alcun controllo. Da qui la decisione del giovane, assistito dall’avvocato Giuseppe Gennaccari, di denunciare quanto accaduto sul parquet del palazzetto.

F.O.

 

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