Cosimo Durante

L’ultimo tentativo di Cosimo Durante per evitare il commissariamento si è risolto con un nulla di fatto: l’impasse del Pd salentino dovrà risolverlo la segretaria regionale. Serviva un traghettatore, una personalità autorevole che non ambisse a cariche elettive, che non si candidasse a segretario: Maniglio e Maritati erano i nomi giusti, ma tutt’e due hanno risposto picche. L’assemblea di questa sera, all’hotel President, era l’ultima carta per evitare quella che molti vivono come un’onta, ma che per quelli come l’avvocato Fabrizio Marra è una cosa naturale: “Quando non c’è unanimità su un nome, è necessario affidarsi a un commissario esterno, come da statuto, anche perché il congresso sarà tra due mesi e non c’è alcun problema a farsi guidare da qualcuno che sia esterno”.Politica_durante cosimo cas (1)semblea

Durante, però, aveva riscosso gli applausi dell’assemblea quando, in apertura dei lavori, aveva dichiarato: “No a un commissario esterno”. All’inizio tutti avevano buone intenzioni e ognuno ha dato la sua soluzione: c’è chi ha proposto di rimettere alla guida i dimissionari Salvatore Capone e Cosimo Durante, “per questo periodo transitorio, visto che non si trovano i nomi”. C’è anche chi ha bacchettato Maniglio e Maritati, “che hanno avuto tanto dal partito e non avrebbero dovuto tirarsi indietro, anche se lo hanno fatto per impedimenti familiari”. Ognuno aveva la sua ricetta, come quando durante una partita di calcio la tua squadra sta perdendo pesantemente e ti improvvisi allenatore e dispensi consigli. La verità è che l’assemblea di ieri sera non poteva portare da nessuna parte: i parlamentari erano a Roma e mancavano tanti dirigenti, poi, verso le 20, è andato via amareggiato anche Maritati.

Commissario inevitabile: il Pd ha bisogno di un leader che dia un nuovo volto a un partito che esce con le ossa rotte da due elezioni di seguito. I democratici, da Roma in giù, sono allo sfascio: in molti domani prenderanno parte alla direzione nazionale, che è stata decapitata a causa degli schiaffi presi per l’elezione del presidente della Repubblica. Dovranno scegliere un traghettatore anche per Roma. I democratici, quelli che prima delle elezioni avevano la vittoria in pugno, e che riescono a farsi male sempre da soli.

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