non-voglioConfido in te

o Poesia.

Mi sbuccio

come il tramonto,

in un mare di passione.

Biancamaria Degli Atti, è una donna molto giovane, sensibile e forte allo stesso tempo, (mi riferisco all’immatura perdita di suo padre) a cui sono legata da un rapporto di particolare empatia e leggendo la sua silloge poetica, un piccolo ma grande scrigno da custodire gelosamente in libreria, finemente rilegato, dalla scrittura semplice, fluida e dall’elegante veste grafica, sono da subito catturata dall’accattivante copertina a colori che rappresenta una rosa rossa, (l’anima) con una penna a forma di piuma, (il mezzo con cui attingere i versi) ed una perla, (il cuore) il tutto candidamente adagiato nel mare magnum della nostra vita. La prefazione è a cura di Mario De Marco ed è edita da Edit Santoro.

Nelle sue 69 poesie, di facile lettura e dense di contenuto, scritte in un arco di tempo a cavallo tra la sua infanzia ed adolescenza, (alcune delle quali hanno ricevuto riconoscimenti e premi in concorsi nazionali e non di poesia) noto che vi è una freschezza di stile e trasparenza di pensiero che albergano unicamente in chi come lei, crede fermamente nei valori della vita.

Un foglio ed una penna sono sufficienti, secondo Biancamaria, per realizzare una raccolta poetica lì dove solo tramite la scrittura si riesce ad evadere da un mondo che non sempre riflette ciò di cui si necessita.

Punti, virgole, parole, sussurri e poi anche lacrime e sorrisi, spazi ed assonanze… tutto ciò è la sua poesia, l’arte che libera l’anima denudandola e catturandola in essenziali, semplici versi, un vero e proprio dizionario per le parole più complesse che la mente, l’anima ed il cuore non sempre riescono ad esprimere chiaramente fino in fondo!

La sua poesia è come una tenue fiammella, una favilla che volteggiando entra impietosamente nell’anima, incendiandola e ciò che si accende è in realtà il bagaglio emotivo di chi lo legge, il quale percepisce a suo modo il calore scaturito dai suoi sentimenti, partecipando al messaggio che è stato lanciato, soavemente.

Per lei la poesia è ispirazione, arte, sensibilità, introspezione, libertà, evasione e tanto altro ancora, da un mondo sempre meno appagante lì dove i versi sono il diletto degli animi più delicati, rifugio delle menti più folli, sempre pronti a sorprenderci piacevolmente!

I suoi versi hanno una loro intelligibilità come delle vere e proprie immagini, non come concetti e nel recitarle il suo tono di voce restituisce il senso del tempo in cui una poesia è stata scritta e quindi partorita.

Ci sono poesie in questa interessante raccolta della versatile poetessa salentina, che trasmettono messaggi universali e ricchi di luce, creando un filo diretto con il lettore ed altre, più individuali ed introspettive invece, che lo catturano con la fragilità e la grandezza delle innumerevoli risorse umane.

Compiere un viaggio sentimentale tramite le sue poesie è accedervi in punta di piedi, muovendosi tra profondi sentimenti, emozioni, sensazioni ed illuminazioni in esso narrati, tipici della sua esigenza di comunicare con la necessità di emanciparsi da uno stato di sensibilità interiore, osservati con una scrupolosa analisi introspettiva.

L’intimo piacere di scrivere poesie per Biancamaria, come delicati acquerelli che immortalano momenti, ricordi e sensazioni dai colori caldi, che sia tormentato, appassionato e curioso, è per lei pensiero astratto anche nella sua concretezza, un’emozione fulminante, travolgente ed intensa ma difficile da spiegare perché la lettura di questo suo prezioso volumetto ci coinvolge pienamente consolandoci nei momenti più critici della nostra esistenza, emozionandoci in quelli più facili e distraendoci dal dolore piuttosto che indicarcelo, come un magico caleidoscopio che ne rivela abilmente le molteplici angolazioni, indicandoci finalmente la luce.

Non voglio seguire la corrente

… Non voglio seguire

la corrente.

Voglio tuffarmi

nel profondo blu,

voglio mantenere la freschezza

di essere io.

Semplicemente io.

In un ameno pomeriggio primaverile, tra una dissetante bibita e confidenze varie, ho incontrato la poliedrica poetessa che è stata ben lieta di rispondere ad alcune mie domande:

“Biancamaria, se dovesse in una frase sintetizzare il senso della poesia, quale sarebbe?”

“Secondo la mia opinione, la poesia è un prezioso elisir, catarsi dell’anima… Il senso di essa è curare le passioni nefaste che affliggono l’individuo riportandolo in una dimensione di armonia con il resto del mondo”.

 

“La poesia è un racconto con le parole essenziali: quelle tecniche infreddoliscono la poesia, quelle banali la rendono inutile, mentre quelle semplici, nude e calde, la rendono unica. Cosa ne pensa?”

“La poesia ha, come il vento, il potere di scuotere l’anima dalle più elevate sommità alle più umili zolle di terra. Giunge il suono della poesia come l’acqua di un generoso ruscello da cui attingono assetati il re, il povero, il mendicante, il forestiero. Per me non è la voce di un essere umano che sceglie di esprimersi con determinate parole scelte. Per me essa è effusione libera del sentimento, che il poeta non può dominare del tutto. Egli non è che uno strumento, medium di una voce universale che deve giungere a tutti, come la musica della natura”.

“ Come descriverebbe la sua raccolta poetica?”

“ Non voglio seguire la corrente” è la mia prima raccolta di poesie scritte durante la mia prima adolescenza, nel momento in cui iniziavo con l’animo puro ed ingenuo di una bambina, a confrontarmi con la realtà di una società che scendeva a compromessi, corruzioni e vanità. Ho scritto questo libro decisa fermamente a preservare la mia identità in un mondo omologato e, nel mio piccolo, con la speranza di poterlo cambiare. In esso sono eternati i momenti, le sensazioni più intense della mia infanzia, in versi semplici ed essenziali. Le poesie sono state pubblicate senza troppi ripensamenti, così come sono state scritte la prima volta sulla carta. Sono essenza pura delle mie emozioni, inno alla bellezza della natura, sono voci misteriose dal profondo della natura selvaggia, in cui si cela un grido di denuncia, sonoro canto di speranza, ribellione e gioia di vivere”.

“Il poeta è anche un lettore?”

“Credo che il poeta non sia necessariamente un avido lettore. Egli non nasce leggendo ma vivendo la propria esperienza di vita come unica al mondo”.

“La vita è poesia o la poesia è vita?”

“Per me la poesia è vita: nei momenti più tristi della mia esistenza mi è venuta in aiuto. Essa è la mia maestra di vita. M’insegna diverse prospettive, ispirandomi a scoprire sempre un fondo di luce nell’ombra ed a riconoscere il prezioso dono del tempo. Scrivendo poesie ho l’opportunità di mettermi sempre in discussione, talvolta cambiando la rotta della mia esistenza. Penso che la vita sarebbe assolutamente mediocre senza un po’ di poesia”.

“Progetti per il futuro?”

“La poesia mi ha insegnato a non averne. Oggi guardo l’orizzonte con il desiderio di arrivare, diventare, ma semplicemente con quella di essere qui ed ora, sentire il palpito della vita in ogni filo d’erba per sentirmi sempre viva, ricettiva ed aperta alle novità del domani”.

“Nel ringraziarla di vero cuore per la piacevole intervista concessami, la saluto cordialmente, augurandole buon lavoro!”.

“Grazie a lei, Mariagrazia, per la sua cura così sensibile ed attenta alla mia poesia”.

Mariagrazia Toscano

 

 

 

 

 

 

 

 

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