rizzelloSi è aperto lunedì il processo d’Appello per l’omicidio di Marcella Rizzello, la 32enne di Taurisano, uccisa a coltellate il 3 febbraio del 2010 a Civita Castellana, in provincia di Viterbo, dove la donna viveva con il marito e la figlia di pochi mesi.

Alla sbarra, con l’accusa di omicidio pluriaggravato e rapina aggravata, c’è il napoletano Giorgio De Vito, di 38 anni, condannato in primo grado all’ergastolo, che avrebbe sorpreso nel sonno la giovane mamma salentina e l’avrebbe ammazzata a coltellate, durante un tentativo di rapina, davanti agli occhi della figlia.

Martedì mattina si è svolta la prima udienza. In aula erano presenti i genitori della 32enne salentina ed il compagno della vittima.

Il legale del presunto assassino ha chiesto ed ottenuto che venga acquisita agli atti la sentenza di assoluzione della 37enne polacca Mariola Michta, dapprima coimputata del campano e condannata a 18 anni di reclusione, salvo poi essere assolta, perché quel giorno – come hanno avuto modo di dimostrare i suoi legali – si trovava altrove; inoltre, ha ottenuto che sia presa in considerazione dai giudici la perizia psichiatrica, svolta sul De Vito nell’ambito di un altro processo, che lo vede protagonista per tentato omicidio, secondo la quale il 38enne napoletano sarebbe incapace di intendere e di volere ed un soggetto socialmente pericoloso.

Le risultanze della perizia, infatti, striderebbero con l’accertamento svolto nel procedimento relativo all’omicidio della mamma salentina, che indicherebbe il campano come persona lucida e sana, quando, oltre tre anni fa, entrò nella villetta della vittima.

Il 3 febbraio di tre anni fa, secondo l’accusa, De Vito sarebbe entrato nella casa della Rizzello per compiere una rapina, ma, scoperto dalla donna, la aggredì a coltellate, uccidendola con 28 fendenti, due dei quali, inferti alla gola della 32enne, risultarono fatali. Il processo è stato aggiornato al prossimo 20 maggio, data fissata per l’inizio del dibattimento.