RUFFANO omicidio 1

E’iniziato questa mattina il processo nell’aula di Corte d’Assise a carico di Espedito Valentini, il 28enne di Supersano e di Dario Traversa, di 30, di Ruffano, finiti sotto processo per l’omicidio di Roberto Romano, il 36enne di Ruffano, ucciso con quattro colpi di pistola all’interno della sua abitazione lo scorso 23 marzo. Dinanzi ai giudici togati e popolari, (Presidente Roberto Tanisi), gli avvocati difensori di Valentini, i legali Francesca Conte e Mario Coppola, hanno evidenziato alcune eccezioni preliminari, tutte rigettate dalla Corte. Non era presente in aula il presunto omicida, confinato in una struttura per problemi fisici. Nei giorni scorsi era stata depositata un’istanza con cui gli avvocati difensori sottolineavano come la presenza in un processo potesse essere uno stress troppo forte e quindi ha preferito non presenziare. Il processo è stato aggiornato al prossimo 20 giugno per il conferimento ad un perito di trascrivere tutte le intercettazioni disposte nel corso delle indagini preliminari in un fascicolo prima del sostituto procuratore Giovanni De Palma e ora finito sulla scrivania della collega Roberta Licci. In aula era presente anche l’avvocato Francesco Vergine, legale di Traversa risultato contumace. Per le parti civili, l’avvocato Luigi Covella verrà sostituito da Maria Benevola Petrachi mentre le altre parti sono assistite da Simone Viva e Marcello Marcuccio. Il terzo imputato, invece, Andrea Macagnino, 23 anni, di Supersano, ha scelto di essere giudicato con l’abbreviato e l’udienza è stata aggiornata al prossimo 18 di aprile. Secondo le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, sarebbe stato Valentini l’autore materiale dell’omicidio di Romano e lo stesso 28enne avrebbe anche tentato di ammazzare una seconda persona, ossia Traversa, che si trovava in casa della vittima in quei concitati minuti. Macagnino, invece, avrebbe accompagnato il presunto killer a casa di Romano mentre Traversa, secondo quanto ipotizza la Procura, avrebbe depistato le indagini degli inquirenti evitando di fare il nome di chi avrebbe esploso i colpi di pistola contro di lui e all’indirizzo della vittima ed è indagato con l’accusa di favoreggiamento personale. Quel pomeriggio di marzo, il presunto assassino di Roberto Romano raggiunse casa del 36enne e all’interno della sua camera da letto si consumò la tragedia. Valentini aprì il grilletto sparando quattro colpi, di cui tre raggiunsero Romano ferendolo mortalmente. Traversa, invece, venne raggiunto da tre colpi sparati dall’alto verso il basso sempre all’interno della camera da letto di Romano. Sul movente dell’esecuzione, il lavoro degli inquirenti si è sempre dipanato su due bisettrici apparentemente differenti ma fondamentalmente convergenti tra loro: una possibile vendetta dell’omicida per questioni personali o un regolamento di conti nell’ambito del mondo dello spaccio. E che Valentini, presunto omicida, sia un personaggio conosciuto in tali ambienti lo si evince anche dalle pagine dell’ordinanza con cui lo scorso due ottobre cinque giovani furono arrestati dagli agenti del commissariato di Taurisano. In una intercettazione del 20 maggio 2011, si fa riferimento ad Antonio Galati e a Fernando Vizzino, come i presunti responsabili di un attentato ai danni di Valentini, sfumato perché gli aggressori non erano riusciti a forzare l’abitacolo dell’autovettura all’interno della quale si era rifugiata la vittima. Valentini si costituì in caserma lo scorso 4 aprile dopo aver fatto perdere le sue tracce per circa due settimane e nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Carlo Cazzella il giovane dichiarò in lacrime che la pistola, al momento della tragedia, si trovava nelle mani di Romano. Nei confronti di Macagnino, invece, la Procura ipotizza l’accusa di concorso anomalo in omicidio volontario. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Fasano, venne scarcerato dal Tribunale del Riesame con un’ordinanza dello scorso 24 aprile con cui i giudici rimarcavano come nei suoi confronti non sussistevano i gravi indizi di colpevolezza per l’omicidio.

F.O.

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