sara-scazziAd Avetrana, il giorno dopo la sentenza della corte d’assise di Taranto che ieri per l’omicidio di Sarah Scazzi ha condannato all’ergastolo Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, la gente che si ritrova in piazza per la domenica e la passeggiata nella via principale, osserva che è stato giusto aver condannato all’ergastolo Sabrina e Cosima, entrambe ritenute responsabili di omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere. L’opinione pubblica di Avetrana, infatti, da tempo ha maturato il convincimento che ad uccidere Sarah siano state le due donne, prova ne e’ anche l’applauso che a maggio 2011 sottolineo’ l’arresto di Cosima. E un applauso, sia pure piu’ contenuto rispetto a quello di due anni fa, c’e’ stato anche ieri pomeriggio nell’aula di Palazzo di Giustizia a Taranto quando il presidente della corte d’assise, Rina Trunfio, ha letto il dispositivo della sentenza che condannava all’ergastolo Sabrina e Cosima, accogliendo cosi’ in pieno la richiesta formulata dalla pubblica accusa

“La sentenza è giusta, sì, ma deve rimanere cosi'” afferma un cittadino di Avetrana, riferendosi al fatto che la condanna di ieri costituisce solo il primo grado del giudizio.

“Siamo purtroppo entrati nel vocabolario del crimine” sottolinea il sindaco Marco De Marco. Sentenza “giusta” quella che i giudici hanno inflitto a Sabrina e Cosima, dice oggi la gente di Avetrana, che non risparmia critiche nemmeno a Michele Misseri, padre di Sabrina, ieri condannato a otto anni per soppressione di cadavere, un anno in meno rispetto a quanto chiesto dall’accusa (e due anni in meno, da otto a sei, hanno ottenuto anche il fratello di Michele, Carmine, e il nipote, Cosimo Cosma, accusati di concorso in soppressione di cadavere).

 

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