Arrivano le condanne nell’ambito del processo sulle presunte irregolarità compiute nella realizzazione del parco eolico di Martignano. I giudici della seconda sezione penale hano condannato Antonio Tommasi, 49enne di Martignano, in qualità di sindaco e successivamente di vice-sindaco, Luigi Sergio, 57enne, di Martignano, dapprima consigliere e poi primo cittadino del comune della Grecìa Salentina, Pantaleo Rosato, 57 anni, di Martignano, nell’allora ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico, con l’accusa di abuso d’ufficio ad otto mesi, pena sospesa. Raffaele Matera, 66 anni, di Bari, all’epoca dirigente del settore Industria Energetica e Artigianato della Regione Puglia, Francesco De Grandi, 52 anni, di Cassano Murge, come responsabile del procedimento presso lo stesso settore regionale, riconosciute le attenuanti generiche, sono stati condannati per falso e abuso a nove mesi di carcere, pena sospesa. Sono stati tutti prosciolti, così come il direttore dei lavori, Fabio Calcarella, 55 anni di Lecce, difeso dagli avvocati Francesco Palmieri e Viola Messa, dall’accusa di abusivismo edilizio per intervenuta prescrizione. I giudici, inoltre, hanno anche disposto il dissequestro dell’intero cantiere mentre le motivazioni della sentenza verranno depositate nei prossimi 60 giorni. Anche Carlo Durante, 49enne di Milano, legale rappresentante della società “NeoAnemos s.r.l”. a cui è stato conferito il progetto del parco eolico e Pietro Panico, 69enne, di Galatina, procuratore speciale della stessa ditta sono stati prosciolti per intervenuta prescrizione dall’accusa di abuso edilizio. Il processo ruotava attorno alle presunte irregolarità rilevate sugli interventi edilizi propedeutici alla realizzazione del parco eolico composto da 10 aerogeneratori perchè l’autorizzazione unica rilasciata dal Dirigente Regionale si sarebbe dovuta ritenere illegittima. Secondo il teorema accusatorio, infatti, non sarebbero state rispettate alcune prescrizioni evidenziate dal rappresentante della Provincia di Lecce nel corso della conferenza dei servizi quali: la presunta mancanza del rispetto della distanza minima di 300 metri dalla strada provinciale (Caprarica-Martano) per la torre numero 1 e l’introduzione nel progetto definitivo di modifiche significative nel posizionamento di quasi tutti gli aerogeneratori tali da richiedere una nuova valutazione sotto il profilo paesaggistico-ambientale. I lavori del parco, sotto sequestro da ormai cinque anni, furono bloccati mentre venivano realizzati i basamenti delle torri legate per il posizionamento di cinque pali eolici e gli scavi per l’interramento della rete elettrica. Le parti civili rappresentate dagli avvocati Silvio Verri, a difesa dei proprietari di alcuni immobili che ricadono nell’area destinata al parco e Francesco Baldassarre, quest’ultimo per conto dell’Associazione Italia Nostra e di un privato cittadino confinante, verranno risarciti in separata sede.

F.O.

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