Mentre le normative europee e le leggi interne, anche locali, ci portano ad avere una maggiore coscienza nei confronti dell’ambiente e dello spazio che occupiamo, se vivere eco è ormai un must irrinunciabile sia per moda che per etica e ci si è avviati verso un cambio di rotta epocale, Legambiente registra purtroppo un aumento consistente dei reati legati all’ambiente.

Negli ultimi dieci anni, infatti, l’illegalità non è mai diminuita, tutt’altro se si pensa che che le infrazioni accertate nel 2001 erano poco più di trentuno mila contro le quasi trentaquattro mila attuali. Secondo il rapporto “Ambiente Italia 2013”, presentato in questi giorni da Legambiente, le persone denunciate o arrestate, sempre dieci anni fa erano 25.890, attualmente denunce ed arresti sono 28.274. A destare preoccupazione sono le quattro regioni italiane a rischio per eccellenza, ovvero Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, con le infrazioni che passano da 15.708 a 16.116, denunce e arresti che passano da 9.794 a 12.824 e i sequestri che salgono da 3.919 a 4.395.

Esponenziale e preoccupante l’aumento delle infrazioni nel settore del ciclo di rifiuti, che passano da 1734 a 5284, ovvero da poco più di cinquecento ad oltre duemila infrazioni solo nelle quattro regioni a rischio.

Resta in auge il solito e radicato problema italiano dell’abusivismo edilizio che grazie ai reiterati annunci di condono e alla scarsa attuazione della politica degli abbattimenti, ha visto il fenomeno passare dalle 25 mila infrazioni del 2001 alle 27 mila attuali mentre il business totale delle ecomafie e’ aumentato dai 14,3 miliardi di euro del 2001 ai 16,6 miliardi di euro del 2011. Alcune delle proposte di Legambiente per contrastare le ecomafie, che impediscono alla green economy di esprimere tutte le sue potenzialità, è la creazione di sanzioni penali adeguate, misure preventive e patrimoniali, obbligo di ripristino dello stato dei luoghi, ravvedimento operoso o, addirittura, non punibilità se l’artefice del danno all’ambiente si autodenuncia e poi bonifica l’area interessata.

di Ilaria Pellegrino