E’ stata assolta con la formula perché il fatto non sussiste Cleta De Carlo, 45enne di Lecce, dall’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La sentenza è stata emessa dal gup Alcide Maritati che ha rigettato la richiesta di condanna invocata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno a due anni di carcere. la giovane venne coinvolta insieme ad altre due persone che nel frattempo hanno patteggiato, rispettivamente a quattro e sei mesi, in un’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Elsa Valeria Mignone. Secondo le indagini, l’imputata avrebbe ceduto sostanza stupefacente, del tipo eroina e cocaina nell’abitazione di uno dei tre imputati e nell’attività commerciale di un altro dove la droga veniva confezionata per la successiva cessione agli abituali acquirenti che ne avevano fatto richiesta ottenendone conseguente conferma di disponibilità e indicazione del luogo per la consegna tramite sms con un testo apparentemente a sfondo sessuale, dal significato per gli indagati già noto in quanto preventivamente concordato nel rapporto tra fornitori ed acquirenti. La linea difensiva, rappresentata dall’avvocato Martina Giannoccolo, è riuscita a dimostrare come la De Carlo fosse semplicemente legata in maniera affettiva con uno degli indagati ma che non partecipava all’attività di spaccio per la quale si doveva ritenere assolutamente estranea. E il gup si è allineato a tale tesi.

F.O.

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