Un’ulteriore tappa di confronto circa il progetto del tanto discusso gasdotto che interesserebbe l’area di Melendugno, San Foca, Vernole,Castrì e Caprarica si è svolto presso la sala convegni di Officine Cantelmo.

Tap, la multinazionale tedesca,norvegese e svizzera che ha proposto il progetto dell’intervento ha voluto incontrare gli operatori turistici dell’area interessata dal progetto al fine di spiegarne le ragioni e gli effetti.

Trattandosi di un incontro al quale si poteva accedere solo su invito della stessa azienda,al di fuori della struttura si sono ritrovati alcuni membri del comitato No Tap.

Gli attivisti hanno distribuito dei volantini dai quali emerge un forte “no” all’opera del mega-gasdotto in particolare per le seguenti criticità: “l’impatto psicologico e d’immagine sul settore turistico,agroalimentare e ittico che si concretizza in danno economico; le emissioni convogliate dalla centrale di ricezione del gas(PRT) a 700m dal comune di Acquarica; la posa in opera di un gasdotto ad alta pressione che attraverserà per 50km la penisola salentina per arrivare all’attacco con la rete nazionale di Mesagne.”

Da parte di Tap,invece, nelle persone di Giampaolo Russo,country manager ed

Ernesto Somma, public affair,solo rassicurazioni in termini di sicurezza,di tutela dell’ambiente e di sviluppo per il territorio.

In breve,di seguito,i punti di forza sui quali l’azienda punta per “convincere” gli operatori turistici della bontà dell’opera che, se l’iter di approvazione dovesse concretizzarsi,sarebbe operativa dal 2019.

Il gasdotto offrirebbe una fonte di gas a tassi più competitivi di quelli attuali e non sarebbe troppo invasiva prevedendo una tratta di tubazioni per 10 km nell’entroterra salentino rispetto agli 800 km totali dell’intera tratta.

L’edificio che costituirà il terminale di ricezione,inoltre, non sarebbe invasivo dal punto di vista dell’impatto paesaggistico:verrebbe infatti costruito con materiali come la pietra leccese oltre a numerosi accorgimenti architettonici.

Le emissioni nocive sarebbero pressochè irrilevanti e di gran lunga inferiori a quelle provenienti da aziende attualmente presenti sul nostro territorio.

Quanto a sicurezza, i rappresentanti della Tap citano un’indagine statistica dell’istituto EGIG dalla quale risulta che non sono stati rilevati incidenti per i gasdotti con tubazioni superiori ai 25 mm (il progetto della tubazione che approderebbe in Salento sarebbe di 26mm).

Per quanto riguarda il turismo non esisterebbero ripercussioni negative tant’è che ben 8 località balneari italiane interessate dai gasdotti avrebbero ricevuto,negli anni, il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu.

In ogni caso Tap si impegnerebbe a risarcire economicamente laddove venisse riscontrato un danno a proprietari immobiliari o imprenditori turistici che operano nell’area in questione.

Tap ha fatto sapere inoltre che intende investire 5 milioni di euro per riqualificare l’area in cui sorgerebbe l’opera,senza però farli transitare dagli enti pubblici, ma piuttosto creando un comitato di gestione che possa tutelare l’interesse di tutti i soggetti e le parti presenti sul territorio.

Il braccio di ferro fra Tap e cittadini continua.

Alberto Capraro

 

 

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