2013 4 9 raccolta-firme“Tre leggi per la giustizia e i diritti”: L’introduzione del reato di tortura, il rispetto della Costituzione nelle carceri per i diritti ai detenuti e la modifica della legge sulle droghe. Si tratta di un’iniziativa nazionale e Lecce partecipa come Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Catanzaro, Chieti, Ferrara, Firenze, Genova, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Taranto, Tivoli, Torino, Trento, Udine, Urbino, Velletri, Venezia.

A Lecce si firma davanti al Tribunale di viale De Pietro dalle 9.00 alle 13.00. Nelle piazze dei Tribunali, sarà possibile firmare le tre proposte di legge di iniziativa popolare,depositate lo scorso gennaio in Cassazione,con cui si chiede al Parlamento di introdurre il delitto di tortura nel codice penale, di abrogare la legge Fini-Giovanardi sulle drogheeripristinare la legalità nelle carceri. Ma i tre disegni di legge, interessano anche un’altra legge molto discussa, quella sull’immigrazione di cui si chiede l’abrogazione del reato di clandestinità.

Le tre proposte di legge di iniziativa popolare costituiscono secondo gli organizzatori di questa campagna che ha dato vita al Comitato Tre leggi per la giustizia e i diritti, un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario, necessità non più prorogabile anche alla luce della recente sentenza della Corte europea di Strasburgo che ha condannato il nostro paese per le indegne condizioni in cui i detenuti sono costretti a scontare la loro condanna.

La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.

La seconda, Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l’abrogazione del reato di clandestinità.

La terza proposta, Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto, vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

Le organizzazioni promotrici sono tante tra cui i sindacati Cgil e Cgil Funzione Pubblica.

Saranno presenti il consigliere provinciale Alfonso Rampino e il consigliere comunale Carlo Salvemini che si sono detti disponibili e favorevoli all’iniziativa.

 

 

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