In merito all’articolo: “Tricase, cagna investita e in gravi condizioni viene condotta al canile di Alessano senza ricevere le dovute cure”pubblicato sul sito corrieresalentino.it l’ 11 Marzo 2013, chiarisce il legale rapp.te della soc. DE GIOVANNI & RISO S.n.c.:

“Occorre innanzitutto puntualizzare alcuni aspetti dell’epigrafata vicenda, al fine di meglio ricostruire i fatti che recentemente hanno coinvolto, anche in maniera abbastanza incresciosa, il Canile di Alessano. Invero, con riferimento ad alcuni articoli pubblicati sulle testate giornalistiche evidenziate in oggetto, nonché su taluni siti web, si è avuto modo di rilevare come la descrizione di quanto avvenuto in occasione del ricovero del cane investito la notte tra l’8 ed il 9 marzo u.s. nel comune di Tricase, sia avvenuta in maniera distorta, essendosi dato ingiustamente ad intendere, nella circostanza, di essere entrati in un lager anziché in un canile gestito nel pieno rispetto delle vigenti norme igienico/sanitarie oltre che della dignità dell’animale.

Di certo, il racconto dei giornalisti è risultato di grande impatto sul pubblico, ed ha anche suscitato, come era naturale, una grande emozione nei lettori, i quali, da parte loro, leggendo le notizie di quel giorno, hanno avuto modo di rimanere fortemente indignati di fronte a cotanta

crudeltà; in verità, però, l’azienda che mi onoro di rappresentare, ha veramente poco da rimproverarsi o da temere, avendo, come al solito, fatto il proprio dovere, in linea sia con la sua storia (v. il numero considerevole di adozioni effettuate, ben 150-160 ogni anno, di concerto sia con le associazioni di settore sia con i volontari), che con la coscienza propria di ogni lavoratore operante all’interno della struttura.

Tra l’altro, ancora oggi, non è dato di sapere se la narrazione dei fatti, assolutamente non veritiera, sia ascrivibile ad una errata lettura della realtà proveniente dalla stessa denunciante o ad altro. Chiaro è che gli articoli in questione hanno avuto la capacità di provocare un ingiustificato discredito in danno del canile di Alessano. La qualcosa, onestamente, appare ingenerosa oltre che immeritata!

A fronte di ciò, avendo il dovere di tutelare al meglio il buon nome dell’azienda, con la presente cercherò di chiarire al meglio quanto accaduto, opportunamente riportando il tutto sui binari della verità.

Ed allora, la soc. DE GIOVANNI & RISO S.n.c., nega categoricamente che il cane investito, recuperato dall’accalappiacani con l’ausilio del veterinario di turno della A.s.l., e portato nel canile, sia stato successivamente relegato in un box e lasciato senza acqua, cibo e, soprattutto, senza la dovuta assistenza sanitaria. Tutto ciò è sicuramente falso, assolutamente falso!!!!!

Si conferma, al contrario, che nel corso della mattinata del 9 marzo u.s. vi sia stata effettivamente la visita dell’accalappiacani, il quale, giunto presso il canile, vi lasciava in custodia il cane ferito, animale, recuperato nel Comune di Tricase e nella circostanza risultato anche privo di qualsivoglia documento accompagnatorio.

Passate due ore senza che si fosse ricevuta alcuna notizia da parte degli operatori ASL – si ricorda che in tali casi, trattandosi di ricovero sanitario, almeno per i primi sessanta giorni, a rigor di legge, ogni incombente connesso alla salute dell’animale resta di stretta competenza A.S.L. -, si decideva di contattare il Dott. GIANGRECO, veterinario presso l’ufficio A.s.l. di Tricase, proprio allo scopo di ricevere le necessarie informazioni in ordine allo stato di salute del cane.

Detto veterinario, giunto nel canile, provvedeva a contattare il Dott. LEOMANNI della A.s.l. di Maglie, il quale, per parte sua, confermava di essere intervenuto durante la notte del sabato per apprestare le prime cure al cane investito, provvedendo anche, nell’occasione, alla somministrazione sia dell’antibiotico che dell’antinfiammatorio.

Rassicurati dalle notizie ricevute, si provvedeva alla adeguata sistemazione del cane all’interno del box – ivi lasciando tutto il necessario, inclusa la pedana – e non ci si limitava invece, come pure è

stato ingiustamente riportato, a buttare l’animale in una gabbia “senza acqua, né cibo né tantomeno cure”.

E’ falso, si ribadisce, è decisamente falso quanto riportato dai giornali, e per tale ragione, con la presente, si esprime la più ampia riserva risarcitoria in danno di tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito all’ingiustificato e screditante risalto mediatico, così tanto in contrasto, poi, con la realtà degli accadimenti!

In ordine all’altra accusa avanzata in danno dell’azienda, secondo cui “il responsabile del canile di Alessano, come privato ma con sovvenzioni pubbliche, non si è reso disponibile ad aprire la struttura per poter prendere il cane”, si ribadisce, anche in questo caso, la totale non veridicità di una tale affermazione.

Innanzitutto, occorre definitivamente chiarire che il canile di Alessano non gode di finanziamenti pubblici; pertanto, le insinuazioni, che pur traspaiono dalla lettura dell’articolo pubblicato sul “NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA”, risultano destituite di ogni fondamento oltre che indubitabilmente false. Se poi, il contrarre con le amministrazioni comunali porta conseguentemente a ritenere che queste ultime distribuiscono sovvenzioni ed elargiscono finanziamenti a beneficio del canile, ebbene, occorre spiegare e chiarire che una cosa è ricevere soldi pubblici a prescindere, altra cosa è prenderli quale controprestazione di un servizio reso (tale ultimo caso riguarda appunto il canile di Alessano che, da struttura privata, non riceve alcun regalo dalle pubbliche amministrazioni, ma garantisce un importante servizio in favore delle stesse, le quali, a seguito di regolare contratto, retribuiscono la prestazione ricevuta).

Nella fattispecie, si è verificato che la domenica mattina del 10 marzo u.s., insieme ad un dipendente della soc. DE GIOVANNI & RISO, incaricato di distribuire cibo e acqua ai cani, entravano all’interno del canile due volontarie, autorizzate all’accesso nonostante la chiusura al pubblico – la struttura, invero, è aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, con esclusione, pertanto, della domenica e dei giorni festivi -, proprio per poter somministrare le terapie prescritte ai cani bisognosi di cura.

A fronte di ciò, mal si comprendono le ragioni delle assurde ed ingiustificate accuse, men che mai il risentimento della stessa dott.ssa VERGINE – cui la presente è anche indirizzata -, la quale, quella mattina, si introduceva in qualche modo all’interno del canile, per poi, avvicinatasi al box del cane ferito, scattare le foto successivamente pubblicate a dimostrazione di uno stato di abbandono mai avvenuto.

E’ anche accaduto che la dott.ssa VERGINE abbia contattato, tramite cellulare, il geom. Luigi DANIELE, dipendente del canile, che in quel dato momento, però, non portava con sé il telefonino

(d’altronde, trattavasi oltre che di giorno festivo, anche del suo giorno di riposo settimanale), e pertanto, non prestava la solita attenzione alle telefonate in entrata.

Rilevato, altresì, che un cane ricoverato all’interno di un Canile Sanitario (quello di Alessano risulta essere anche Rifugio), per legge, deve essere tenuto sotto costante controllo da parte del veterinario della ASL e non del canile medesimo, almeno per i primi sessanta giorni (lo impongono ragioni di cura dell’animale, di necessaria valutazione del suo stato di salute, a maggior ragione di superamento di eventuali situazioni di emergenza sanitaria), tutto ciò, evidentemente, non può che smentire tutte le accuse rivolte in danno della struttura di Alessano!”

 

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