Giornate di lavoro mai eseguite e dichiarate all’Inps con falsi braccianti che avrebbero beneficiato dei relativi trattamenti previdenziali ed assistenziali. Con l’accusa di truffa aggravata e continuata in concorso ai danni dell’Ente Previdenziale dal gup Vincenzo Brancato sono stati rinviati a giudizio il titolare di una ditta agricola con sede nel Basso Salento ed altre trentadue persone così come richiesto dal sostituto procuratore Paola Guglielmi. Il processo si aprirà il prossimo 27 giugno dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Casarano. L’Inps si è costituito parte civile con l’avvocato Giuseppe Maggio che ha richiesto un risarcimento danni per oltre 122 mila euro per i danni che l’Ente Previdenziale ha subito. L’udienza preliminare di ieri arrivava da un precedente rinvio. Il primo marzo, infatti, gli odierni imputati erano già comparsi dinanzi allo stesso gup ma l’udienza era stata rinviata per un difetto di notifica a tre imputati ed aggiornata a ieri. L’ennesima presunta truffa ai danni dell’Ente Previdenziale compiuta da un’azienda agricola è stata scoperchiata grazie alle indagini incrociate coordinate da Inps e Guardia di Finanza. Ispettori e 007 della finanza hanno così smascherato un illecito in cui sarebbero coinvolti oltre 230 falsi braccianti. Gli imputati avrebbero architettato la truffa in tal modo: presso la sede dell’Inps di Casarano, dal 2003 al 2008, in sede di presentazione delle denunce relative alla manodopera agricola occupata nell’azienda, sarebbero state dichiarate giornate lavorative reali solo sulla carta per un totale di 4 mila e 852 giorni. I lavoratori, in tal modo, con l’iscrizione negli elenchi anagrafici di quegli anni, avrebbero beneficiato delle relative indennità di disoccupazione e di malattia, dell’assegno al nucleo familiare assicurandosi una posizione assicurativa e pensionistica assolutamente fittizia. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Martino, Ada Coluccello, Ezio Garzia, Claudio Miggiano, Giacinto Mastroleo, Massimo Fasano, Luigi Renna, Cosimina Lucia Casto, Davide Spiri e Rosalba Pindinello.

F.O.

 

 

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