Foto Giulio Schirosi
Foto Giulio Schirosi

La Provincia di Lecce guarda all’Albania come terra di possibili investimenti economici in settori strategici come il turismo, l’agricoltura, i trasporti. Il tutto all’insegna dell’ecosostenibilità. Motore dello sviluppo di nuovi proficui rapporti tra le due aree, distanti appena una cinquantina di chilometri, il Canale di Otranto.

Proprio il Canale d’Otranto è al centro di Nostra, acronimo di Netwok of straits, il progetto europeo di cooperazione, previsto nell’ambito del Programma Interreg IV C, che mette insieme ben 16 istituzioni in 8 tratti di mare ricadenti all’interno di Paesi aderenti all’Unione europea, con l’obiettivo di promuoverne lo sviluppo economico e sociale, nel rispetto dell’ambiente.

Tra queste c’è anche la Provincia di Lecce, che con un budget assegnato di 182mila euro, si è candidata a sviluppare nuove relazioni e scambi con il Paese delle aquile, che ruotino intorno al Canale di Otranto. Dopo la firma del Protocollo d’intesa d’avvio nel 2010 e del Partnership agreement a Calais, in Francia, nel 2012, il progetto Nostra è ormai entrato nel vivo.

Il 10 e l’11 aprile prossimi, infatti, il Salento ospiterà la prima importante occasione di confronto e scambio di esperienze che riguarda il futuro del Canale di Otranto, con il workshop “Tourism and cultural heritage”, che si terrà ad Otranto. Il programma prevede una serie di incontri tematici con rappresentanti dei Paesi europei che aderiscono al progetto, rappresentanti delle autorità portuali, studiosi ed esperti internazionali.

La sfida che la Provincia di Lecce vuole lanciare a tutti i protagonisti del sistema sociale ed economico salentino è di utilizzare tutte le occasioni di confronto che il progetto Nostra offrirà nei prossimi due anni, a partire da questo primo appuntamento salentino, come “incubatrici permanenti” di idee forti da proporre nel prossimo Programma europeo di cooperazione Italia – Albania.

L’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia ha dimostrato grande interesse verso l’iniziativa e sarà presente con il dirigente Bernardo Notarangelo. C’è quindi una progettualità ancora da disegnare a livello regionale e la Provincia di Lecce intende farlo da protagonista insieme a tutto il territorio salentino, coinvolgendo anche Brindisi e Bari.

Si inizia mercoledì 10 aprile, dalle ore 9.30 e fino alle 17, nella Sala Teatrale dell’Istituto Suore “Maestre Pie Filippini” in Piazza Castello, ad Otranto. Il programma prevede, in apertura, i saluti del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del sindaco di Otranto Luciano Cariddi e del presidente della Regione di Valona Anesti Dhimojani.

Seguiranno gli interventi dell’assessore provinciale al Turismo e al Marketing territoriale Francesco Pacella, del dirigente del Settore Mediterraneo della Regione Puglia Bernardo Notarangelo, e di rappresentanti della Prefettura di Lecce, delle Capitanerie di Porto di Brindisi e Gallipoli, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, delle Autorità portuali di Brindisi e del Levante e dell’Albania. Durante i lavori saranno presentate le relazioni dei docenti dell’Università del Salento Antonio Cordella (“Tourist economic development of the Salento area: territorial experiences, state of the art and potentiality”); Stefano De Rubertis (“Presentation of the Study of the University of Salento: Cooperation projects between Italy and Albania”) e Alberto Basset (“Environmental conditions of transitional and marine ecosystems in the cross-border Adriatic – Ionian Region”).

Giovedì 11 aprile, sempre nella Sala Teatrale dell’Istituto Suore “Maestre Pie Filippini” in Piazza Castello ad Otranto, dalle ore 9.30 alle 14, è previsto un nuovo incontro tematico con gli interventi, tra gli altri, del dirigente delle Politiche comunitarie della Provincia di Lecce Carmelo Calamia, del presidente del Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici Antonio Navarra, e del responsabile tecnico del programma UNDP ARTGOLD2 Albania CTA Luigi Cafiero.

I partner coinvolti nel progetto Nostra sono: Pas-de-Calais County Council (Francia), (capofila) e Kent County Council (Regno Unito) con lo Stretto di Dover; Provincia regionale di Messina e Provincia di Reggio Calabria con lo Stretto di Messina; Finlandia e Svezia con lo Stretto di Kvarken; Provincia regionale di Trapani con il Canale di Sicilia; Provincia di Lecce e Vlora Regional Council (Albania) con il Canale di Otranto; Danube Delta National Institute for Research and Development (Romania); Harju County Government (EE) e Uusimaa Regional Council (Finlandia) con il Golfo di Finlandia; Region Zealand (Dk) e County of Ostholstein (De) con lo Stretto di FehmarnBelt; Corsican Environment Office (O.E.C.) (Francia), Provincia di Sassari (Italia) e National Park of Maddalena Arcipelago (Italia) con lo Stretto di Bonifacio.

Il meeting “Tourism and cultural heritage” vedrà per la prima volta tutti gli attori competenti in materia di cooperazione tra Italia ed Albania ragionare attorno ad una nuova idea di Canale d’Otranto, inteso finalmente come finestra aperta sulle enormi potenzialità di crescita che il Salento può trovare nel Paese delle aquile.

Punto di partenza di questo nuovo approccio sarà lo studio condotto dall’Università del Salento e condiviso dalla Provincia di Lecce (che sarà presentato nell’incontro del 10 aprile), con il quale è stata realizzata una sorta di mappatura di tutte le iniziative di cooperazione realizzate in passato in Albania, con l’obiettivo di indirizzare le nuove risorse disponibili e non disperderle più in piccoli progetti.

L’Italia è il primo partner commerciale dell’Albania (34% dell’intero commercio estero albanese) seguito dalla Grecia e dalla Cina. Nel Paese della aquile, in particolare, si registra un aumento costante sia delle importazioni sia delle esportazioni nel periodo, con una leggera flessione nel 2009. Nel 2011 le importazioni dall’Albania sono state pari a circa 660 milioni di euro e le esportazioni sono salite ad 1,1 miliardi di euro rispetto ai 965 milioni dell’anno precedente. Prodotti energetici e moda sono i principali settori dell’export italiano (rispettivamente 26% e 24% delle esportazioni totali) seguiti dalla metallurgia e dai prodotti in metallo (8%) e dai prodotti alimentari (7%). L’import italiano dall’Albania è composto in gran parte da abbigliamento e calzature (59% del totale) (fonte Sace).

 

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