Renata Polverini

 

Renata Polverini
Renata Polverini

Il segretario generale della Ugl Giovanni Centrella e l’onorevole Renata Polverini questa mattina da Lecce hanno tracciato le linee per uscire dalla crisi che attanaglia il Paese. “Anche il sindacato e la politica possono lavorare a stretto contatto per il bene, non di una Organizzazione o di un partito, ma dell’Italia”, ha commentato Centrella nell’introdurre le tre proposte di legge che l’Ugl ha consegnato alla pidiellina Renata Polverini , la quale le ha già depositate alla Camera dei Deputati, così come si era impegnata a fare prima del voto.

Alla conferenza sono intervenuti il sindaco di Lecce Paolo Perrone, il neosenatore Francesco Bruni e il presidente della provincia di Lecce, Antonio Gabellone. Quest’ultimo ha ricordato la questione della cassa integrazione in deroga che la regione non eroga da mesi per mancanza dei finanziamenti statali, una vicenda che sta impegnando tutta la politica e la deputazione salentina.
La proposta di legge di Renata Polverini che è sintetizzata in Lavoro, Famiglia, Impresa, è “una proposta che si articola su tre strumenti concreti” come la stessa ha commentato: partecipazione, credito d’imposta per le assunzioni di giovani, donne e over 50, quoziente familiare. “Non a costo zero” ha precisato l’onorevole ex sindacalista. La partecipazione, un cavallo di battaglia dell’Ugl, necessita di 50 milioni per incentivarla ma sarebbe una valida compensazione ai sacrifici che i dipendenti fanno a fronte della sempre più incalzante crisi economica; aiutare le imprese che producano lavoro e quindi reddito per i lavoratori.

Il credito di imposta costerebbe poco più di 500 milioni, assicurando uno stipendio di almeno 1200 euro per 100 mila persone assunte tra giovani e over 50. Per il quoziente familiare, per la deputata, è previsto il costo più alto, 13 miliardi, applicabile ad una fascia di famiglie con reddito fino a 50 mila euro l’anno. Ma per farla partire subito, basterebbero anche 5 miliardi, introducendola solo per la fascia di reddito più bassa.
L’invito della deputata è stato rivolto agli enti locali che potrebbero impegnarsi con il quoziente familiare così coem aveva fatto al regione Lazio durante il suo governo, sopportando un costo di soli 18 milioni e consentiva di dare 500 euro a famiglia con figli, fino ad un reddito di 50 mila euro l’anno”. Un modo anche per far fronte all’equità sociale, secondo la Polverini, che ha ribadito la necessità di fare squadra e di oltrepassare gli steccati ideologici che bloccano il Paese.

M. Cristina Pede

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