li-do-finestriPoeti antichi e moderni hanno sempre cantato l’amore come uno dei sentimenti più sensazionali della vita, evidenziando magistralmente nelle loro liriche, l’intensità e la passione del loro sentire verso la persona amata.

Molto spesso nelle stesse, si riesce ad identificare l’amore verso attimi o stati d’animo vissuti in un forte abbraccio, il dolce ricordo di un volto, un’affettuosa carezza ed una sincera promessa. Comunque ogni poesia ha un proprio fascino e suscita emozioni diverse, a seconda dell’argomento trattato; alcune di esse racchiudono un denso significato che non sfugge ad un lettore arguto, altre invece, hanno un tono particolarmente romantico che forniscono la netta sensazione di udire una melodia soave ed armoniosa proveniente da lontano, lì dove la poesia è come “un fanciullino” di pascoliana memoria, alla costante ricerca di affetto che anela ad un’anima in cui distendersi ed un corpo in cui inabissarsi velocemente… e tutto questo è poesia!

Essa come un prodigioso balsamo ci consola nei momenti difficili, emoziona in quelli facili e distrae dal dolore piuttosto che indicarcelo, come un magico caleidoscopio che ne rivela sorprendentemente le sfaccettature, aiutandoci a trovare finalmente la luce nelle tenebre esistenziali.

In un’era come la nostra segnata profondamente dalla comunicazione globale, essa dev’essere immediata, attuale nella forma e nei contenuti, non uno sterile esercizio letterario nato per il compiacimento dell’autore e privo del “delirio divino” di cui scriveva Platone.

La silloge poetica Li to’ finestri/Le due finestre note poetiche di Antonio Morleo, educa al rapporto con la società ed il mondo dei valori lì dove fra gli uomini, esiste una rilevante incapacità a parlarsi dell’affetto reciproco e comporre una poesia è come entrare con coraggio e cautela in un territorio sconosciuto, ai confini dell’animo ed ai limiti della ragione, pura esperienza intesa come amore della realtà circostante e di noi stessi che vincendo sulla banalità, scopre il modo in cui si può trovare il tutto nel minimo ed il particolare nel generale.

Essa fondandosi sulla diretta conoscenza della realtà quotidiana a noi vicina e mai vuota, parla all’uomo comune, così il rumore della vita diviene incessante musica avvicinandosi all’io più profondo ed umano quando entra in stretto contatto con il cuore di coloro che hanno tutto e con quelli che invece, hanno meno di nulla.

Antonio Morleo nasce a Torre Santa Susanna nel 1937. Vive a Mesagne dal 1965, interessandosi da sempre di dialetto; gli impegni di lavoro e famigliari interrompono per diversi anni questo interesse che riprende col pensionamento.

Scrive pochissimo divertendosi a tradurre poesie famose nel proprio dialetto o usando questo per comporre testi originali in una continua ricerca.

Ultimamente ha trovato il coraggio di scrivere versi in lingua e testi di canzoni.

Li to’ finestri/Le due finestre

Andavo pensando

-Da quando bella mia ti conosco

Non so se tu sia vigna o sia bosco

se ti ho amata

o male coltivata.-

Dopo diversi anni di tale confusione

feci un sogno che…

mi aprì gli occhi:

Mi sembrava di essere in uno stanzone

con due finestre sul lato della strada

una per l’odio e l’altra per l’amore

per vedere se ti alzi la mattina

posata come spetta a una signora

o con i capricci di una signorina.

Il poeta, afferma che “ Tutti sappiamo che il dialetto è un bene culturale, io aggiungo: il bene culturale più antico e l’unica via per giungere al pensiero del dialettofono così come per ogni altra lingua lo è per chi la parla ed il suono nella poesia è vibrazione, è musica e per sentirla occorre esercitare il nostro “orecchio”, essere “educati” a tale ascolto, per cogliere la relazione (armonia o disarmonia) tra un significante, un significato, un suono e la relativa emozione”.

Egli, con i suoi delicati versi in vernacolo e traduzione a fronte, tutti da leggere e meditare, racchiusi in un prezioso volumetto di 59 pagine, finemente rilegato, dall’elegante veste grafica ed accattivante copertina, con scrittura spontanea e fluida edito da L’officina delle Parole, ci riserva una gradita sorpresa… l’allegato cd del compositore Sergio Montesardi per deliziarci fino in fondo con il suo ascolto.

Mariagrazia Toscano

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