Il Museo della Stampa Martano e Il Grifone Arte Contemporanea, in collaborazione con Alessandro Turco, presentano sabato 11 maggio ore 19.30, l’ultimo libro di Sabrina Paravicini “La camera blu” (Rizzoli). Conversa con l’autrice la giornalista Silvia Famularo.

Sabrina Paravicini è tante cose: attrice, regista, scrittrice e sceneggiatrice.

E’ stata diretta da Maurizio Nichetti, Mario Monicelli, Carlo Lizzani, G. M. Tavarelli.

La sua popolarità è legata al personaggio di Jessica, nella fiction “Un medico in famiglia” a cui ha fatto seguito “Provincia segreta”, “Amanti e segreti” , “Le cose che restano” e “Non smettere di sognare”.

Ha scritto e diretto numerosi corti e lugometraggi tra cui “Comunque mia” distribuito da Columbia Tristar.

Ha ideato e dirige il Premio Nazionale Letterario Under30, dedicato agli autori sotto i 30 anni.

“La camera blu” è il suo quarto romanzo. Ha pubblicato “Figli dell’albergo (Zelig), “Capo danno” (Edizioni El), “Il cerchio del destino” (Feltrinelli).

Il libro – “La camera blu”

Ancora tre mesi e sarà maggiorenne. Ibrais attende da una vita il momento in cui sarà finalmente libero di fare quel che vuole, ma ottantasei giorni ancora lo separano dal suo sogno: lasciare Milano e fuggire a Londra. Nessuno lo capisce: la sua famiglia, la scuola, la ragazza che lo ama un giorno sì e tre no, ma ormai ha deciso, dal 22 marzo non aprirà più gli occhi, non parlerà con nessuno, non mangerà, resterà immobile nel suo letto nell’attesa che i giorni passino, e arrivi il suo momento. I medici parleranno di una strana forma di coma, i genitori, parenti e amici di una disgrazia, Ibrais si limiterà invece a lasciarsi sprofondare in un gioco che diverrà presto una sfida: riuscirà a vivere senza vivere fino al 15 giugno, nascondendo a chiunque il suo incredibile segreto? E cosa succederà durante questa fuga da fermo mentre tutto il mondo intorno a lui continuerà a muoversi inesorabilmente? Sabrina Paravicini sonda le percezioni, l’istinto alla vita e l’altalenarsi di emozioni contraddittorie che sorprenderanno Ibrais nel buio della sua scelta, penetrando nel disagio di un’età troppo immatura eppure dannatamente lucida e spregiudicata. Nella “Camera blu” Ibrais non scoprirà soltanto i segreti del suo passato, ma, con una sofferta indagine all’incrocio tra disincantata percezione del mondo e gelida perversità nell’inseguimento di un fine effimero e imprescindibile, trasmetterà al lettore la tragica amarezza dell’ambiguità della vita (dalla rete)

Ingresso libero