attentato sogniÈ ripreso a Lecce il processo nell’ambito dell’attentato che, nella notte del 2 agosto del 2011, rase al suolo il negozio di oggettistica “Sogni”, in via Imbriani, nel centro della città, in cui morì il 32enne leccese Michele De Matteis, ritrovato carbonizzato sotto le macerie. Alla sbarra, con le accuse di frode assicurativa, incendio doloso e morte come conseguenza di altro delitto vi sono tre persone: si tratta dell’ex proprietario del negozio Gianpiero Schipa, 46enne di Lecce, di Maria Speranza Bianco, 37enne di Surbo, e di Gennaro De Angelis, 60enne, di Taranto, titolare del negozio, che gli inquirenti considerano soltanto un prestanome. I tre furono arrestati l’8 marzo del 2012. In aula è stata la volta della deposizione del vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco di Lecce, l’ingegnere Angelo Miglietta, che ha ricostruito, passo dopo passo, tutte le fasi dell’intervento dei caschi rossi, protrattosi fino al mezzogiorno del giorno successivo, con l’ausilio delle unità cinofile. L’assenza di un “cratere”, la tipologia di incendio e dei danni subiti dal negozio fecero, sin da subito, propendere per l’ipotesi di un attentato finito male: serverdosi di una copia delle chiavi, il De Matteis sarebbe entrato di notte nei locali ed avrebbe cosparso di benzina gli arredi, prima di appiccare le fiamme. Tuttavia, i vapori del liquido infiammabile saturarono presto il negozio ed alla prima scintilla saltò tutto in aria. Il 32enne fu travolto dalle pareti e dall’onda d’urto generata dall’esplosione, per poi venire carbonizzato dal successivo incendio. Fu trovato con l’accendino tra le mani. I tre imputati avrebbero agito per intascare il premio assicurativo. Il denaro sarebbe servito a De Angelis per saldare un debito contratto con Schipa. La compagnia assicurativa ed i proprietari dei negozi rimasti danneggiati nell’attentato si sono costituiti parte civile, chiedendo un maxi risarcimento da un milione di euro.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

20 − 18 =