“Mentre premeva il pulsante cosa vedeva?”. E’ quanto ha chiesto il presidente della Corte di Assise di Brindisi Domenico Cucchiara all’imputato Giovanni Vantaggiato, nella parte finale del lunghissimo interrogatorio che ha monopolizzato l’udienza odierna del processo per l’attentato esplosivo in cui il 19 maggio dell’anno scorso vicino alla scuola ‘Morvillo-Falcone’ mori’ la studentessa 16enne Melissa Bassi e altre giovani rimasero gravemente ferite. ‘Niente, stavo dietro il chiosco”, ha risposto l’imprenditore di Copertino (Lecce) accusato di strage aggravata da finalita’ terroristica. L’uomo ha ammesso di essere l’unico responsabile, dal momento in cui, dopo qualche settimana, fu individuato e fermato. “Quando e’ avvenuta l’esplosione – aveva detto poco prima rispondendo alla domanda del suo difensore, l’avvocato Franco Orlando – non ho visto la scena ma ho solo sentito lo scoppio. Mi sono incamminato per la strada. Una signora mi ha chiesto anche che cos’era successo. Io le ho risposto che non lo sapevo. Non avevo la visuale del bidone dove avevo collocato le bombole” che a distanza aveva fatto scoppiare azionando il telecomando. “Ho sentito gridare qualcuno ma non le persone che stavano dove c’e stata l’esplosione”, ha spiegato.

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