C’è una richiesta di patteggiamento a due anni e dieci mesi ed una bozza di accordo con il sostituto procuratore Stefania Mininni. Il destino processuale di Santo Paglialunga, il 65enne di Aradeo amministratore dell’ “Istituto Finanziario s.p.a.” finito sotto processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta e documentale aggravata, potrebbe chiudersi il prossimo 19 giugno. Quel giorno, se gli avvocati difensori di Paglialunga, i legali Amilcare Tana e Marcello Apollonio, accetteranno la pena ipotizzata dal pubblico ministero nell’udienza di ieri, il patteggiamento potrebbe essere formalizzato qualora il gup Alcide Maritati decidesse di accogliere la richiesta. In tal modo, si aprirebbero scenari a dir poco “inquietanti” per le tante famiglie di un intero paese ridotte al lastrico perché prosciugate dei propri risparmi raccolti con i sacrifici di una vita intera. Paglialunga, infatti, verrebbe condannato a risarcire le spese legali sostenute dalle parti civili ma non al risarcimento subito dalle stesse in termini economici. Nel frattempo circa 200 famiglie, assistite, tra gli altri, dagli avvocati Rosanna Cafaro, Roberto Tarantino e Ubaldo Macrì, sono state ammesse al passivo fallimentare per un totale di sei milioni di euro dopo la relazione del curatore fallimentare Giuseppe Cairo. All’orizzonte, ora a tinte fosche per i risparmiatori, però, si prevedono due spiragli: l’incidente di esecuzione per rientrare dei beni confiscati e la procedura fallimentare per recuperare il credito.

F.O.

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