Non sono riusciti a trattenere le lacrime i genitori di Melissa Bassi, la studentessa sedicenne di Mesagne uccisa nell’attentato alla scuola Morvillo di Brindisi del 19 maggio 2012, Massimo e Rita, ascoltando le parole che la figlia annotava sul suo diario pochi giorni prima della sua morte. Stralci degli scritti di Melissa sono stati letti dall’avvocato Fernando Orsini, legale della famiglia Bassi che si e’ costituita parte civile contro Giovanni Vantaggiato. Massimo e Rita Bassi, seduti in prima fila nell’aula Metrangolo, accanto al procuratore di Lecce Cataldo Motta, si sono stretti a lungo le mani mentre l’avvocato leggeva i pensieri della loro bambina e non sono riusciti a trattenere la forte commozione di fronte alle parole piene di vita annotate dalla figlia ignara del destino che l’avrebbe travolta da li’ a poco. “Ogni giorno viaggio con il pullman – scriveva la studentessa pochi giorni prima dell’attentato – e vedo gente di ogni genere, vorrei che qualche giorno il pullman mi portasse al mare o in campagna con le mie amiche. Gli amici sono come l’acqua nel deserto, sono indispensabili”. “Qualcuno pensa che a 15 anni ci si puo’ sentire dei falliti – ha letto ancora il legale – ma la vita ci riserva tante cose belle e ognuno deve costruirsi il proprio cammino indipendentemente da quello degli altri. E’ cosi’ bello essere persone pulite, che non danneggiano se’ stesse e gli altri. Mi piacciono i bambini, da grande vorrei fare la pediatra o la psicologa infantile”. L’avvocato Orsini ha detto alla Corte “vi consegno simbolicamente il dolore di una famiglia”, ricordando che la mamma Rita da quel 19 maggio si reca al cimitero due volte al giorno per visitare la tomba di Melissa, e che nell’anno trascorso i genitori della ragazza “non hanno mai invocato vendetta ma solo giustizia”.

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