Molestata al telefono con continui messaggi scattò la spedizione punitiva per infliggere una lezione a quel corteggiatore sconosciuto. Con l’accusa di lesioni aggravate in concorso rischiano di finire sotto processo Anna Chiara Pastore, 28enne, il compagno Andrea Bursomanno, di 27 anni, entrambi di Arnesano e il cognato della donna, Ivan Bursomanno, 37enne leccese. Il sostituto procuratore, Carmen Ruggiero, ha chiuso il fascicolo d’indagine a carico dei presunti responsabili di quel pestaggio in cui rimase ferito, lo scorso 24 settembre, A.B., 37enne di Lizzanello. Sono due i probabili moventi dell’aggressione, messi a verbale con le dichiarazioni rilasciate dalla vittima e dalla Pastore, prevedibilmente differenti l’una dall’altro e raccolte, in momenti diversi, dagli agenti della squadra mobile di Lecce. A dire dell’indagata, per circa un mese sarebbe stata molestata con telefonate ad ogni ora del giorno e della notte dal 37enne ed ormai esausta per quel pressing che la sfiancava emotivamente, d’accordo con il compagno e il cognato, decise di accettare l’invito da parte del presunto molestatore per porre un freno ad una situazione che stava diventando praticamente insostenibile. Così la Pastore decise di raggiungere il luogo pattuito, ossia l’abitazione di A.B. Sul posto, precisamente sulla Lizzanello-Lecce, però, si presentarono, a bordo di una seconda auto, anche il compagno e il fratello di Bursomanno. Con il 37enne scaturì subito un forte litigio sfociato in un’aggressione ai danni di A.B. colpito più volte con un bastone in legno e con calci e pugni. L’aggredito, trovato vestito solo con un paio di boxer e completamente ricoperto di sangue, venne recuperato da un’ambulanza e accompagnato in ospedale dove i medici gli diagnosticarono diverse ferite giudicate guaribili in una decina di giorni. Fu lo stesso 37enne a denunciare l’accaduto fornendo, però, almeno sulle cause dell’aggressione un movente differente. Con la Pastore, da circa un mese, era nata una corrispondenza tramite messaggi basati principalmente sulla conoscenza personale e sul lavoro svolto. Per quel giorno, Carla di Arnesano, così come si firmava negli sms, avrebbe dato appuntamento all’uomo nei pressi dell’abitazione dell’uomo, sulla strada provinciale Lizzanello-Lecce, per un incontro. All’orario pattuito, sarebbe sopraggiunta dapprima una Golf guidata da una donna e subito dopo un’altra autovettura con a bordo tre persone. Due delle quali scesero dalla macchina e dopo aver minacciato il 37enne lo colpirono a bastonate e con calci e pugni. Le indagini degli agenti di polizia, per individuare i presunti responsabili di quell’aggressione, furono “agevolate” dall’immediata individuazione dell’intestataria dell’utenza telefonica da cui sarebbero stati inviati i messaggi al 37enne e i tre furono così identificati e denunciati. Ora, gli indagati, due di loro assistiti dall’avvocato Paola Scarcia, hanno venti giorni a loro disposizione per chiedere di essere interrogati o per produrre memorie difensive.

F.O.

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