bray-(2)”Mi piacerebbe dedicare una giornata nazionale alla lettura e alla passione per i libri. Dobbiamo fare in modo che questa passione sia sempre di piu’ sviluppata”. Lo ha detto ieri sera il ministro ai Beni culturali, Massimo Bray, inaugurando a Lecce la ‘Festa del libro per ragazzi-Cresco perchè leggo’. ”Dobbiamo fare in modo – ha aggiunto – di riavvicinare la gente al piacere della lettura; tutti, non solo i bambini”. ”Il libro per ragazzi – ha affermato Bray – ha delle peculiarita’ che mi piacciono. Sui libri per ragazzi abbiamo creato la nostra fantasia, l’immaginazione, abbiamo scoperto mondi che non conoscevamo, i miti del passato, abbiamo imparato grandi storie, quella greca, latina, abbiamo conosciuto realta’ che non potevamo immaginare. Forse dobbiamo tornare ad accrescere questa curiosita”’.

”Vedere tanti bambini qui – ha concluso il ministro – mi sembra sia un ottimo segno della vitalita’ del libro. Ovviamente e’ una generazione quella che chiamiamo i nativi digitali abituata a confrontarsi anche con le tecnologie e l’innovazione, uno strumento cui se riusciamo ad avvicinare dei contenuti di qualita’ dobbiamo apprezzare e valorizzare. Dico sempre che non c’e’ contrapposizione tra il libro e uno strumento digitale, ci deve essere un dialogo finalizzato ad abituare alla lettura”.

”In commissione ho provato a delineare quelle che dovrebbero essere le iniziative per valorizzare la lettura, un programma di investimenti certi nella cultura. Mi sembra che il presidente del Consiglio fin dal primo giorno abbia dato una risposta positiva. Dobbiamo fare tutti gli sforzi per mettere al centro della nostra attenzione la cultura, la crescita e il lavoro”. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray. ”La cultura – ha spiegato – deve essere un momento di convivenza civile, di crescita, la cultura ho sempre detto non ha barriere. La cultura deve aiutare al dialogo. Anche a Bruxelles stiamo facendo questo grande sforzo di far capire che proprio grazie alla cultura possiamo fare una politica di avvicinamento tra gli Stati. Dobbiamo crederci”.

 

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