r-duc-arrestiSono scattate le manette per i tre extracomunitari che, nella serata di ieri, hanno dato vita ad una violenta rissa in strada in via Duca degli Abruzzi, alle porte del centro storico di Lecce, che è finita nel sangue, sfiorando la tragedia.

Gli agenti delle Volanti hanno arrestato i tre protagonisti: si tratta di due giovani afghani e di un pakistano, tutti agli arresti domiciliari.

La polizia, nelle scorse ore, ha ricostruito quanto accaduto nella serata di domenica. Secondo gli accertamenti svolti dagli agenti, la rissa, scoppiata intorno alle 21, sarebbe nata da futili motivi. E, alimentata dall’alcol in corpo dei contendenti, ha presto assunto una piega drammatica.

Il tempestivo intervento delle Volanti ha consentito di bloccare sul posto i rissosi, prima che gli stessi potessero – come spesso è accaduto – dileguarsi. Ma ieri non è andata così.

Gli agenti, una volta raggiunta la zona, hanno notato due giovani, entrambi vistosamente sporchi di sangue. Identificati in Mostafa Nasri, 19enne, e Naveed Cul, 21enne, entrambi di nazionalità Afghana, presentavano vistose ferite: il primo perdeva copiosamente sangue dall’orecchio e dall’avambraccio sinistro, mentre il secondo aveva una vistosa ferita al collo. Quest’ultimo, in particolare, è stato sorpreso dagli agenti mentre tentava di disfarsi di una bottiglia di vetro, rotta, intrisa di sangue: era stata usata come pugnale.

Il tappeto di vetri rotti sull’asfalto ha reso subito l’idea che era appena avvenuta una violenta rissa.

I due afgani, ascoltati dagli operatori delle Volanti, hanno poi riferito di essere amici e di avere avuto una discussione con un pachistano, di 20 anni, che si era rifugiato all’interno del bar “Caffetteria Duca”. Ed è lì che i poliziotti lo hanno rintracciato: si trattava di Zulqarnain Haider. Il ragazzo aveva la maglietta strappata e sporca di sangue.

I tre protagonisti della zuffa sono poi stati accompagnati in ospedale. I due afgani al “Vito Fazzi” di Lecce: il più giovane ha rimediato una prognosi di 10 giorni, mentre l’altro si trova ricoverato in Neurochirurgia, per un trauma cranico. Il 20enne pachistano, invece, è stato dirottato verso Copertino, da dove è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni.

Ma non si è trattato degli unici feriti. Di mezzo, infatti, c’è andato anche un 43enne indiano, che non c’entrava nulla ed ha rischiato la pelle, davanti al proprio figlioletto. L’uomo è stato soccorso da un’ambulanza del 118 che, mentre stava raggiungendo il “campo di battaglia”, lo ha notato sanguinante ad una mano. L’indiano ha poi raccontato agli agenti che, intorno alle 21, aveva raggiunto con il figlio il supermercato di via Duca degli Abruzzi per fare alcune compere. Per sua sfortuna si è ritrovato nel mezzo della rissa ed ha rimediato un profondo taglio ad una mano.

Al suo arrivo, la zuffa era ancora sul nascere. Ma subito è scoppiata e si è diretta verso la sua auto, a bordo della quale si trovava il minore.

Temendo per l’incolumità sua e del figlio, l’indiano è entrato subito in auto per andare via, ma la battaglia era ormai iniziata.

Nel tentativo di ripartire con l’auto ed allontanarsi dal pericolo, l’uomo ha fatto segno ai rissosi di spostarsi, per consentirgli di andare via. Tuttavia, è stato a questo punto che è stato raggiunto da un coccio di bottiglia, che gli ha sfregiato la mano destra.

Riuscito ad allontanarsi, il 43enne si è rifugiato nei pressi della Questura, da dove ha allertato 118 e polizia. L’uomo se la caverà in 8 giorni. Qualche centinaio di euro, invece, serviranno per riparare la sua auto, rimasta danneggiata durante la rissa.

Per i tre protagonisti – come detto – sono scattate le manette. Nei prossimi giorni, il personale della Divisione Immigrazione analizzera gli aspetti amministrativi, inerenti i loro permessi di soggiorno.

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